Terracina – Scarcerata l’ex sindaca Roberta Tintari: le motivazioni

Il Tribunale del Riesame di Roma ha deciso per la scarcerazione, con il solo obbligo di firma, dell'ex sindaco di Terracina Roberta Tintari

Il Tribunale del Riesame di Roma ha deciso per la scarcerazione, con il solo obbligo di firma, l’ex sindaco di Terracina Roberta Tintari.

Lo stesso Tribunale ha annullato alcuni capi di imputazione rispetto all’ordinanza cautelare firmata dal giudice per le indagini preliminari Giorgia Castriota, che avevano portato alla detenzione domiciliare il 19 luglio scorso. L’ex sindaco è rimasta coinvolta nell’inchiesta ‘Free Beach’, che ha portato alla caduta dell’amministrazione comunale.

Come si ricorderà, l’inchiesta nasce da una serie di controlli effettuati dalla Guardia Costiera; controlli che riguardavano concessioni di demanio pubblico e, quindi, l’Arena del Molo di Terracina. Dalle verifiche sono emerse una serie di gravi reati di carattere penale in riferimento alla gestione dei servizi relativi alla balneazione, ad illegittime sanatorie riguardanti opere e manufatti insistenti sul pubblico demanio marittimo, a lavori ed opere pubbliche eseguite e commissionate dal Comune di Terracina nonché alla illegittima acquisizione e gestione di fondi economici strutturali.

La decisione di scarcerare la Tintari significa ridimensionare, e non di poco, il suo coinvolgimento nell’inchiesta. Accogliendo il ricorso presentato dagli avvocati Dino Lucchetti e Massimo D’Ambosio il Riesame ha annullato il capo di imputazione relativo ai contributi per il servizio di salvamento sulle spiagge, vale a dire l’erogazione di 48mila euro senza che fosse indetta una regolare procedura pubblica.

Altri capi di imputazione annullati sono quelli relativi all’autorizzazione per Ice Park e le concessioni agli stabilimenti ‘Sicilia Beach’ dell’imprenditore Giampiero La Rocca e ‘Whitebeach’.

Restano invece in piedi le accuse relative alla realizzazione di un ponte ciclopedonale grazie a un finanziamento europeo, progetto che inizialmente era partito per migliorare le aree di sbarco dei pescherecci, ma poi indirizzato verso una pista ciclopedonale con un passaggio sopraelevato, accuse per le quali alla Tintari sono stati imposti gli obblighi di firma.

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