Sermoneta – Di Lenola boccia il rendiconto: “Nulla di cui vantarsi”

Il candidato sindaco del “Movimento Sermoneta Cambia” critica l’Amministrazione Giovannoli per gli avanzi di gestione non investiti

Il candidato sindaco del “Movimento Sermoneta Cambia” critica l’Amministrazione Giovannoli per gli avanzi di gestione non investiti per la comunità. Disappunto per certi toni trionfalistici e stupore per alcune cifre sbandierate invece di essere taciute. È quanto esprime Antonio Di Lenola, il candidato sindaco per il “Movimento Sermoneta Cambia”, in merito ai recenti annunci dell’amministrazione Giovannoli sul rendiconto consuntivo dell’Ente per il 2023 appena approvato.

“Ci si vanta di un avanzo di gestione di quasi 600mila euro, senza considerare che quella cifra derivante dalle tasche dei cittadini non doveva restare accantonata ma andava necessariamente investita in opere a favore della comunità. La mancanza è ancora più grave sull’avanzo registrato a livello generale: in questi anni quasi tre milioni di euro non sono stati spesi invece di essere impiegati nel sociale, nella manutenzione delle strade e in molti altri interventi. Mi preme sottolineare che tali risorse potevano servire a ridurre le tasse e in particolar modo la Tari, alleviando ai residenti un peso insostenibile, tra i più gravosi a livello provinciale. Il rendiconto approvato nei giorni scorsi suona dunque come un’evidente bocciatura per il quadro delineato nel bilancio di previsione e dimostra soprattutto l’incapacità di gestire le risorse pubbliche da parte dell’amministrazione uscente. Mi sembra fuori luogo, inoltre, vantarsi di opere compiute e spese sostenute, quando molte di queste potevano essere realizzate in tempi diversi destinando le risorse attuali ad altre priorità”.

Forte dei suoi 15 anni di esperienza in ambito politico e amministrativo, Di Lenola si sofferma poi sui servizi, un argomento sempre scottante: “Ritengo discutibile la gestione del contratto per l’immondizia e reputo inaccettabile che il trasporto pubblico sia sfruttato solo per il 20% o poco più: i conti dicono che spendiamo 194mila euro e ne incassiamo 45mila, senza dimenticare una remissione del 40% riguardante la Fiera e l’evidente passivo relativo alle mense scolastiche. Si esulta poi per le nuove assunzioni in Comune, dimenticando però che il personale resta sottorganico di diverse unità a causa di una pessima gestione del passato. Tutte queste lacune comportano mancati introiti che incidono pesantemente sulle tasse, un discorso che mi sta particolarmente a cuore e che intendo porre tra le mie assolute priorità. Migliorare i servizi deve essere il primo passo, così come sfruttare le potenzialità del territorio: penso ad esempio a quelle derivanti dall’imprenditoria giovanile nel comparto agricolo, un capitolo ancora tutto da scrivere”.

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