Campagna (PD): “Investire sul personale per non lasciar morire gli spazi culturali”

"Il quadro che emerge è quello di un chiaro e problematico affanno. Con conseguenze negative sugli spazi culturali della città"

“Il quadro che emerge è quello di un chiaro e problematico affanno. Con conseguenze negative, tra le altre cose, sugli spazi culturali della città”. Così Valeria Campagna, capogruppo del PD Latina, in una nota diffusa dopo che in commissione si è proceduto alla ricognizione del fabbisogno del personale. La consigliera aggiunge: “Quello della carenza di personale è un problema atavico che coinvolge tanti comuni ed in generale le PA. Tuttavia, questo non ci impedisce di poter intervenire per come possibile”.

Per quanto concerne gli spazi culturali ha detto: “Chiedere al personale comunale di provvedere, saltuariamente, ad aprire un museo o una biblioteca è evidentemente limitante. La nostra città possiede un grande potenziale culturale che al momento non viene adeguatamente valorizzato. Per non lasciarlo morire è necessario lavorare ad un sistema integrato diverso che metta a sistema gli spazi culturali e il tessuto bibliotecario, teatrale, museale”.

“Sarebbe quindi opportuno – aggiunge – considerare modalità nuove per rimpolpare il personale destinato agli spazi culturali della città. Ad esempio, attraverso un’azienda speciale, una fondazione, una esternalizzazione del servizio. È il caso di trovare tutte e tutti insieme la modalità più congeniale. Oppure, attraverso una ricognizione delle risorse comunali avendo anche il coraggio di allocarne maggiormente alla voce personale. Cosa che abbiamo fatto nella scorsa consiliatura accettando anche tagli su altre voci. Perché una macchina comunale senza personale è una macchina comunale ferma”.

“Chiediamo quindi – conclude – alla maggioranza e alla giunta Celentano di avviare una riflessione seria e profonda su questo tema. Abbracciando con coraggio la possibilità di esplorare strade e modalità nuove. Perché Latina non merita una offerta culturale singhiozzante, con aperture spot di musei e spazi, ma costante e garantita. Bisognerebbe partire da questo, per permetterci di poter un giorno ambire ad essere capitale italiana della cultura”.

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