Bassa natalità e pressione fiscale: sfide e opportunità per la crescita della regione

"Meno di 40.000 nuovi nati nel 2022 nella Regione Lazio, un record negativo preoccupante", il commento dell'UGL

“Meno di 40.000 nuovi nati nel 2022 nella Regione Lazio, un record negativo preoccupante, sulla scia di un calo che va avanti da diversi anni e che potrebbe causare effetti devastanti: occorrono politiche di welfare rivoluzionarie immediate e di lungo respiro”.

Così Armando Valiani, Segretario Regionale, e Paolo Tedesco, Vice Segretario Regionale UGL Lazio, intervengono sul tema della bassa natalità di importanza cruciale, assieme a quello della pressione fiscale, per il futuro economico e sociale del territorio laziale e dell’intero Paese.

“La bassa natalità, oltre a mettere in discussione l’aspetto demografico, ha un impatto significativo sull’economia e sulla coesione sociale della Regione Lazio. Le cause del fenomeno – spiegano Valiani e Tedesco – vanno ricercate nelle difficili condizioni economiche in cui versano le famiglie e in particolare le giovani coppie, l’alta pressione fiscale come l’addizionale regionale IRPEF al 3,33%, e la mancanza di opportunità lavorative stabili e ben retribuite: tutto ciò porta soprattutto i neosposi alla decisione di non avere figli. A questi fattori va aggiunto quello della difficile conciliazione tra lavoro e famiglia, altro ostacolo importante”.

Questa situazione ha profonde conseguenze sulla crescita economica della Regione Lazio. Con una popolazione in costante diminuzione, si riscontrano fenomeni come la diminuzione della forza lavoro e il declino dei consumi interni. Inoltre, l’invecchiamento della popolazione mette in pericolo la sostenibilità dei servizi sociali, come la sanità e le pensioni, rilevanti a livello regionale. Le istituzioni italiane e regionali hanno già adottato alcune politiche per affrontare questa sfida. Tuttavia, è importante valutare l’efficacia di queste misure, confrontandosi costantemente con i corpi intermedi, e, se necessario, attraverso la modifica delle attuali normative, anche a livello regionale.

“Per favorire l’aumento della natalità – sottolineano ancora Valiani e Tedesco – è necessario considerare una serie di soluzioni a livello regionale: queste includono incentivi fiscali per le famiglie, politiche di sostegno alla maternità e misure per migliorare la conciliazione tra lavoro e famiglia. È inoltre fondamentale promuovere una cultura che valorizzi la famiglia come pilastro fondamentale della società laziale. In conclusione, invertire la tendenza alla bassa natalità rappresenta una sfida urgente per la Regione Lazio. È un problema che influisce direttamente sull’economia regionale, sulla società e sul futuro del territorio. È pertanto necessario lavorare insieme per affrontare questa sfida, adottando politiche e misure che favoriscano la crescita demografica e che agevolino l’accesso a un’istruzione di qualità per tutti, incoraggiando la formazione continua e il riconoscimento delle diverse competenze, investendo nella creazione di opportunità lavorative e sostenendo nuovi settori legati all’innovazione e alla sostenibilità, anche a livello regionale”.

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