Castelforte – L’opposizione respinge le critiche del Sindaco

"La risposta del Sindaco tende, quasi, a farci passare per visionari affermando che il fantasma è solo nella nostra testa"

Leggiamo con stupore la risposta del Sindaco Pompeo, o meglio del suo dominus, che alla luce di un costruttivo e foriero dialogo dei due gruppi di minoranza, com’è fisiologicamente e istituzionalmente giusto che sia, viene a fare una lectio magistralis sui “corsi e ricorsi storici che apparteniamo alla storia, che sarebbe un ritorno al passato, per ritrovare un potere dopo essersele dette tra di loro”; ebbene, queste pillole di saggezza, le rimandiamo al mittente, ossia al fantasma suggeritore perché , proprio a lui, calzano a pennello.

Lo dichiarano Gianpiero Forte e Giancarlo Cardillo.

La notoria e sana contrapposizione politica, civile e pluralista che era presente tra le due componenti, grazie a Dio siamo in una democrazia con libertà di pensiero e di espressione, oramai appartiene al passato ed è superata dal divenire degli eventi, i quali ci insegnano anche che bisogna fare tesoro degli errori e di necessità virtù (invece tra le componenti dell’attuale maggioranza, oggi e nel recente passato, non c’è stato solo un confronto civile). Ciò significa che ci accomuna la visione di un modello politico amministrativo da porre in essere solo, ed esclusivamente, nell’interesse dei nostri cittadini e del nostro territorio, per servire il Paese e, comunque, lungi dall’essere “contro qualcuno”.

La risposta del Sindaco tende, quasi, a farci passare per visionari affermando che il fantasma è solo “nella nostra testa”, che sarebbe “una figura mitologica”, che non c’è nessuno che detta le regole; signori miei è ora di alzare il sipario perché è chiaro ed evidente a tutti che l’ex Sindaco Fusco è il dominus politico di questa maggioranza, tanto che, nonostante non ricopra nessuna carica istituzionale, frequenta assiduamente il palazzo comunale (non solo), scandendo i tempi del nascere e del morire della linea politica e amministrativa/gestionale dell’Ente.

Venendo al dunque, verrebbe da dire da quale pulpito viene la predica, quando tutti sanno che, proprio lui, che ci rimprovera di appartenere al passato archiviandoci negli annali della storia, era solito aggirarsi, ancora con i pantaloncini corti, nei meandri del palazzo municipale, dove per una vita ha ricoperto il ruolo di Consigliere comunale, Assessore, Sindaco e di altre cariche provinciali. E non molla la presa, tanto che, non ancora appagato, ha già predisposto il passaggio del testimone alla scadenza del mandato del Sindaco Pompeo (veramente come se fosse una società gestita dall’Amministratore Unico!), relegato al ruolo di comparsa quinquennale “perché si doveva togliere lo sfizio” (sulla pelle dei cittadini), qualora non trovasse maggioranze diverse per raggiungere prima il suo obiettivo. Di dominio pubblico sono le feroci ed offensive critiche politiche / amministrative che affliggono quotidianamente il Sindaco, il quale stranamente in Consiglio Comunale, incalzato sulle dinamiche amministrative, non proferisce parola, mentre, lontano dai microfoni, risulta essere un leone da tastiera.

Come pure dobbiamo stendere un velo pietoso quando la maggioranza, vantandosi dell’operato, afferma: “sull’impulso di attori che riescono veramente a cogliere i bisogni della cittadinanza e a dare le giuste risposte”, dunque, verrebbe da ricordargli che hanno assunto, a vario titolo, ben tredici persone (costo 200.000 euro) tra le quali nessuna di Castelforte, per poi accusare noi di aver gestito “in maniera dispotica la cosa pubblica”.

Facciamo un’altra riflessione in merito alle stranezze della vita: se Forte e/o Cardillo appoggiano questa maggioranza o si candidano nella loro già pianificata futura lista sono bravi e capaci tanto da essere super corteggiati; se invece si pongono alternativi a queste logiche, a questo modello politico amministrativo che non ci appartiene (ne siamo lontani anni luce), diventano di colpo dispotici e obsoleti tanto da appartenere alla storia.

Ah, dimenticavamo, a proposito del nostro appartenere alla storia e del loro nuovo che avanza, e quindi della ramanzina finale “storie fantasy degne dei migliori best seller”, volevamo solo umilmente ricordargli che non siamo stati certamente noi gli autori del libro, da poco presentato, sui 50 anni di politica.

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