Enza e la diagnosi di cancro al seno a soli 37 anni: così è iniziata la sua seconda vita

"Sogno un futuro in cui le Donne non avranno più paura di avere una diagnosi di cancro". Il racconto alla Fondazione Veronesi

“Mi sono ammalata di cancro al seno quando avevo 37 anni. Non mi sembrava vero, il cancro che sentivo nelle storie degli altri aveva colpito proprio me. Ricordo lo smarrimento dei primi istanti e le domande che mi ponevo: “Avrò fatto tutti gli esami necessari? Sarò nelle mani giuste? Sarà necessario fare la chemio e la radio? Perderò tutti i capelli? Cosa dovrò dire alle mie figlie?!”. Ma ricordo anche che mi feci una promessa. Io ce l’avrei fatta. Non mi sarei fatta rovinare la vita. Anche se il nodulo era piccolo, era molto aggressivo. Ho dovuto attraversare tutto: intervento al seno, svuotamento del cavo ascellare, chemio, radio e terapia ormonale”. – Inizia così il racconto di Enza alla Fondazione Umberto Veronesi.

“Sono trascorsi anni, ma ricordo esattamente ogni data di ogni esame e di ogni terapia. E’ stata dura, avevo alti e bassi sia fisici che emotivi ma la mia famiglia e i miei amici mi sono sempre stati accanto ma soprattutto si sono presi cura delle mie figlie che avevano 6 e 4 anni quando io non stavo bene. In quel periodo il mio obiettivo era finire le terapie e tornare al più presto alla vita di prima. Peccato che “io” non ero più quella di prima e la mia visione della vita non era più la stessa. Dopo le cure è stato altrettanto difficile riaccettarmi con un nuovo corpo, con più fragilità e più paure. Riaccettarmi diversa e nello stesso tempo sentirmi anche più vera. Non sempre questo cambiamento è stato visto in maniera positiva dalle persone che mi circondavano. C’è stata gente che si è allontanata, ma quella che conta è rimasta e mi sostiene ancora. Ed è proprio vera la frase che “la tua seconda vita inizia quando ti rendi conto di averne solo una”. Mi sentivo vulnerabile per le ferite dell’anima e per la paura di riammalarmi, ma non potevo abbattermi. Ero viva e volevo vivere intensamente”. – Prosegue la donna.

“Nel 2018 è stato fondamentale per la mia rinascita far parte delle Pink Ambassador della Fondazione Veronesi. Sono ripartita da me, a riprendermi cura del corpo facendo sport e avendo una sana alimentazione e dedicandomi a tante passioni che avevo lasciato nel cassetto. Da quel momento ho partecipato a diversi gruppi di psico oncologia. Ho potuto condividere pensieri e paure con altre donne che avevano vissuto lo stesso mio percorso. Ognuna di noi aveva vissuto la stessa cosa anche se in maniera diversa. Per le donne che staranno leggendo la mia storia vorrei dire che “è davvero dura affrontare un cancro. Ma con forza e coraggio tutto si affronta e le terapie sono solo per un periodo di passaggio. Si ritorna a splendere più di prima, ma dobbiamo cambiare il futuro delle Donne. Il mio impegno a sostenere la Ricerca Scientifica contro i tumori femminili è attivo da anni perché sogno un futuro in cui le Donne non avranno più paura di avere una diagnosi di cancro. Con le mie amiche Pink continueremo a portare in giro per tutte le strade e tutti gli eventi possibili il messaggio di speranza che ci contraddistingue: “Niente ferma il rosa, niente ferma le donne” Ogni dolore se condiviso pesa la metà. Ogni sforzo se condiviso vale doppio. Insieme tutto è possibile.” – Enza.

Sono aperte le candidature per diventare una Pink Ambassador! Entra nel nostro Team, scopri di più sul progetto https://bit.ly/pinkambassador-2024-fb – Fonte Fondazione Umberto Veronesi

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