Autovelox, Fleximan colpisce ancora: 9 colonnine abbattute. Vandalo o ‘eroe’ del popolo?

Quali sono le conseguenze per Fleximan e la sua banda? Stando al Codice Penale l’azione è un reato punibile con la reclusione

di Sara Pacitto

Ben nove colonnine che sostengono l’apparecchiatura utilizzata per il rilevamento della velocità, meglio definito “sistema autovelox”, sono state segate alla base, facendo attenzione ai fili, e divelte a terra, fuori dalla sede stradale affinché non fossero un pericolo per quanti transitavano, eventi verificatisi negli ultimi 8 mesi sul territorio provinciale di Rovigo, uno a Cremona. Un episodio è stato registrato dalle telecamere di videosorveglianza installate nei pressi dell’apparato elettronico: nel filmato si vede una persona che taglia il palo con un flessibile a batteria mentre sulla strada transitano regolarmente i mezzi; con lui un altro individuo che controlla eventuali avvicinamenti delle forze dell’ordine, entrambi incappucciati.

Un gesto da condannare che, sorprendentemente, viene idolatrato da molti naviganti sui social network: ribattezzato con il nomignolo di “Flaximan”, l’autore di tali misfatti è considerato come un eroe del popolo. Il vandalo ha debuttato a metà maggio sulla SS16 di Bosaro; qualche settimana dopo, il 29 maggio, è toccato all’autovelox di Giacciano con Baruchella; il 19 luglio ancora a Bosaro, sull’impianto ripristinato; il 6 agosto abbattuto l’apparecchio di Taglio di Po; il 2 novembre è tornato a Giacciano con Baruchella; l’exploit la notte di Natale, con due colonnine segate, una a Corbola e l’altra a Taglio di Po; infine il recente 3 gennaio a danno dell’impianto sulla SS Romea, a Rosolina, nel basso Polesine. Le immagini filmate dalle videocamere sono al vaglio dei Carabinieri del Comando Provinciale di Rovigo.

L’ultimissimo episodio il 10 gennaio scorso, più ad ovest, in Lombardia, nella provincia di Cremona, a Martignana di Po, divelto un sistema da poco posizionato e non ancora in funzione. Gli inquirenti non escludono che possa trattarsi di un emulatore. A fronte dei nove casi, il popolo del web si divide in coloro che fanno un plauso a questo nuovo “idolo” dei social e quanti, di contro, ricusano e disapprovano l’inciviltà di tali iniziative che costeranno ai cittadini circa 50mila euro per ogni rispettivo impianto danneggiato, soldi che usciranno dalle tasche dei contribuenti per ripristinare e garantire un importante servizio di sicurezza quale è il monitoraggio ed il controllo della velocità sulle strade, un deterrente per coloro che non rispettano i limiti previsti dal CdS. Si prevede che i prossimi autovelox saranno dotati di griglie e protezioni aggiuntive.

Quali sono le conseguenze per Fleximan e la sua banda? Stando al Codice Penale l’azione è un reato, ossia danneggiamento aggravato di un bene pubblico per cui il bene giuridico tutelato è il patrimonio comune, reato punibile dall’art.635 del CP. “Chi volontariamente distrugge, disperde, deteriora o rende, in tutto o in parte, inservibili cose mobili o immobili altrui è punito con la reclusione da 6 mesi a 3 anni”. Con la sentenza 10970/2018 la Cassazione aveva ritenuto colpevole un uomo per aver distrutto il supporto di una telecamera di videosorveglianza in uso alla Polizia Locale. Va ribadito che il reato di danneggiamento non contempla la totale distruzione, basta che si renda necessario un intervento riparatorio. È doveroso aggiungere che l’applicazione dell’art. 15 del Codice della Strada in tal caso è poco plausibile, da escludere, per cui Fleximan non pensi di cavarsela con un semplice illecito amministrativo punibile con l’ammenda da 42 a 173euro.

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