Lbc: “Amministrazione boccia finanziamento da 50mila euro per il Centro Donna Lilith”

"Centinaia di donne aiutate ogni anno, di bambini accolti con le loro madri nei centri rifugio, un impegno costante e purtroppo crescente"

“Sono i dati a raccontare l’importanza di un centro antiviolenza come il Centro Donna Lilith, associazione trentennale che opera sul nostro territorio, baluardo fondamentale nella lotta contro la violenza di genere, sostegno e aiuto per donne in difficoltà. Centri di ascolto, supporto psicologico, consulenza legale, case rifugio e risorse per chi fugge, chi resta, chi prova a ripartire con una nuova vita. Centinaia di donne aiutate ogni anno, di bambini accolti con le loro madri nei centri rifugio, un impegno costante e purtroppo crescente. Un impegno fatto con competenza anche di sensibilizzazione nelle scuole e ovunque serva accendere una luce per aumentare la consapevolezza”. Sono le parole di commento della segretaria di Lbc Elettra Ortu La Barbera al bilancio del 2023 tracciato ieri dal Centro antiviolenza Lilith, che pone alla politica e alle istituzioni riflessioni importanti.

“Come spesso accade in Italia – continua la segretaria del movimento – prevalgono però le politiche emergenziali e di facciata su quelle strutturali e a lungo raggio, quindi passata l’onda emotiva di femminicidi e storie agghiaccianti che hanno colpito l’opinione pubblica, il governo taglia del 70% le risorse destinate al contrasto alla violenza di genere e la nostra amministrazione comunale, perfettamente allineata, boccia l’emendamento proposto da Lbc che prevedeva il finanziamento di 50.000 euro al Centro Donna Lilith. Un messaggio pericoloso e dannoso che dimostra una mancanza di impegno nel fornire risorse necessarie per affrontare una piaga sociale. La violenza di genere non è solo un problema individuale, ma una questione di importanza collettiva che richiede una risposta concreta e coesa. Sostenere il Centro Donna Lilith – conclude Ortu La Barbera – e in generale i centri antiviolenza significa sostenere le donne, le sorelle più fragili. Noi continueremo ad alzare la nostra voce e a tendere le nostre mani”.

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