Sanità, la scoperta scientifica del 2023? I farmaci contro l’obesità

Per la rivista Science sono i farmaci analoghi di GLP-1 ad avere rotto gli schemi e offerto nuove speranze a milioni di persone con obesità

È una classe di farmaci contro l’obesità l’innovazione scientifica del 2023 secondo la rivista Science, che come ogni dicembre rilascia una attesissima classifica delle scoperte dell’anno. Questa volta la palma va ad un gruppo di medicinali, gli analoghi di GLP-1, dei quali fanno parte farmaci in uso per il diabete e di cui si è parlato molto anche in Italia, come quelli a base di semaglutide e liraglutide. Il loro merito? Offrire una opportunità concreta di trattamento, dopo decenni di risultati insoddisfacenti, per una malattia cronica dilagante, invalidante e pericolosa, nonché soggetta a stigmatizzazione e giudizio sociale come nessun’altra.

Una speranza per gli obesi: la motivazione del premio

«L’obesità rappresenta una battaglia privata e una crisi di salute pubblica. Negli USA circa il 70 per cento della popolazione soffre di sovrappeso, in Europa questo numero è più della metà. Lo stigma contro il grasso corporeo può essere devastante; i suoi rischi sono una minaccia per la vita. Definita come un indice di massa corporea pari almeno a 30, l’obesità è ritenuta causa di diabete di tipo 2, malattie cardiache, artrite, fegato grasso e alcuni tipi di tumori» scrive Jennifer Couzin-Frankel su Science, spiegando le ragioni della loro scelta: «Ora, una nuova classe di trattamenti ha rotto gli schemi e c’è un’ondata di speranza che possano intaccare i tassi di obesità e delle malattie croniche connesse».

Gli analoghi del GLP-1 mimano l’attività di un ormone che stimola la produzione di insulina e inibisce invece quella di glucagone; hanno quindi l’effetto di aiutare a ridurre la glicemia ma anche con un effetto ritardante dello svuotamento gastrico, una riduzione dell’appetito e della tendenza a preferire alimenti grassi. Utilizzati da una ventina d’anni in diabetologia, da tempo sono osservati con grande interesse da chi è in cerca di soluzioni sostenibili per le persone obese che vogliono perdere peso. Le prime autorizzazioni, prima negli USA e poi in Europa per il trattamento dell’obesità sono poche e sono arrivate da pochissimo. Nel 2021 il via libera europeo all’uso di semaglutide per l’obesità (non ancora in Italia, dove è indicata solo per il diabete). I suoi punti forti? È più facile da usare rispetto ad altre terapie, con una sola iniezione sottocutanea settimanale, e negli studi clinici ha mostrato di portare a un calo ponderale consistente (15 per cento del peso in 16 mesi) e duraturo con effetti collaterali contenuti. È così esploso il caso del farmaco che, finalmente, fa dimagrire, con un boom della domanda, carenze e scorte in crisi, il rischio di utilizzi non appropriati e uno stretto monitoraggio su eventuali eventi avversi.

La situazione in Italia

In una nota del 13 novembre, una nota della casa farmaceutica produttrice in accordo con l’Agenzia Europea per i Medicinali (EMA) e l’Agenzia italiana del farmaco segnalava la carenza di semaglutide e liraglutide, a causa dell’«aumento della domanda complessiva dei farmaci agonisti iniettabili del recettore del GLP-1 Ozempic® (semaglutide) e Victoza® (liraglutide), insieme alle limitazioni di capacità produttiva in alcuni dei nostri siti di produzione». Si ipotizza che carenze intermittenti si protrarranno per tutto il 2024 e si ricorda che l’indicazione del farmaco è per «il trattamento di adulti con diabete mellito di tipo 2 non sufficientemente controllato in aggiunta alla dieta e all’esercizio fisico». «Qualsiasi altro utilizzo, incluso il trattamento del sovrappeso/obesità, rappresenta un uso off-label e attualmente pone ad alto rischio la disponibilità di Ozempic® e Victoza® per la popolazione indicata». Si vedrà se e in quali tempi le condizioni produttive e distributive consentiranno di considerare la semaglutide una risorsa utile non solo per il diabete ma anche per l’obesità, che ne è una delle cause principali. In Italia si calcola che ci siano 25 milioni di italiani con problemi di peso, di cui sei milioni con obesità (il 12 per cento della popolazione).

Le altre “candidature”

Fra le altre scoperte dirompenti del 2023Science ha considerato l’avvento dell’intelligenza artificiale nelle previsioni meteo, il collasso delle correnti oceaniche in Antartide, la caccia ai giacimenti naturali di idrogeno, i nuovi vaccini contro la malaria, la speranza ancora acerba dei farmaci per l’Alzheimer. – Fonte Fondazione Umberto Veronesi.

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