Ginevra Tavani e Marlene Fuochi venerdì in concerto al Circolo Cittadino

Il duo violino e pianoforte aprono i concerti di dicembre della Fondazione Campus Internazionale di Musica

Primo concerto di dicembre al Circolo Cittadino di Latina venerdì 1 alle ore 18 per i Concerti d’autunno della Fondazione Campus Internazionale di Musica di Latina che chiama sul palco due giovani interpreti, la violinista Ginevra Tavani e al pianoforte Marlene Fuochi, provenienti entrambe dall’Accademia Walter Stauffer di Cremona.

Fiorentina, nata nel 2000, Ginevra Tavani attualmente si sta perfezionando con Salvatore Accardo, dopo aver seguito corsi e masterclass con i principali violinisti di oggi; nel frattempo è entrata nell’Orchestra del Teatro del Maggio Musicale Fiorentino, dove suona nella fila dei primi violini, alternando la vita in orchestra con la passione per la musica da camera. È fiorentina e con la passione della musica da camera anche la pianista Marlene Fuochi, nata nel 1990, perfezionatasi ai corsi di Alto Perfezionamento di Musica da Camera dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia.

Il programma si apre nel segno della classicità con la Sonata n. 21 in mi minore K 304 di Mozart, fra le ultime composizioni per violino e pianoforte che il Salisburghese compose nel suo soggiorno parigino del 1778. Due i movimenti – un Allegro iniziale e un successivo Tempo di minuetto – che costituiscono questa Sonata, dalla struttura semplice e lineare, fra toni elegiaci e inventiva melodica.

Si cambia epoca e stile con la Sonata in la maggiore per violino e pianoforte di César Franck, fra i principali fautori del processo di rilancio della musica strumentale francese nella fine dell’Ottocento. Concepita nel 1886, la Sonata venne dedicata al violinista Eugène Ysaÿe, come regalo di nozze per il virtuoso belga, che ne assicurerà la più ampia diffusione internazionale. Limpidezza strutturale e infallibile equilibrio fra i due strumenti sono la caratteristica di questa Sonata, tra i vertici della produzione di Franck.

Chiude il programma la Sonata n. 2 in sol maggiore di Maurice Ravel, lavoro dalla gestazione travagliata, che occupò il compositore francese fra il 1923 e il 1927, e sua ultima composizione cameristica. A tenere a battesimo la Sonata fu il romeno George Enescu, grande virtuoso di violino, che la eseguì per la prima volta in pubblico nella Salle Erard di Parigi il 30 maggio del 1927, con l’autore al pianoforte. Ciò che caratterizza la scrittura di questo tardo lavoro di Ravel è l’indipendenza fra i due strumenti. Ne parla lo stesso autore in una su nota: “Mi sono imposto questa indipendenza scrivendo una Sonata per pianoforte e violino, strumenti essenzialmente incompatibili, e che, invece di equilibrare i loro contrasti, mettono qui in evidenza proprio questa incompatibilità”, cosa ben evidente nell’Allegretto del primo movimento dove i due strumenti si fondono “in negativo”, contrapponendo continuamente mondi sonori e atmosfere timbriche ben distinte.

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