Regione – L’Asparago verde di Canino entra tra i prodotti IGP

Il commento dell'assessore Righini: "Grazie ad Arsial per aver seguito l’iter dell’Asparago verde di Canino entrato tra i prodotti IGP"

L’Asparago verde di Canino, con la pubblicazione del regolamento di esecuzione UE 2023/2483sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione (Serie L del 13/11/2023), entra di diritto tra i prodotti IGP della nostra Regione. Sale così a 34 il numero dei prodotti inseriti nel paniere delle DO/IG del Lazio, che escludendo le denominazioni vitivinicole, vanta oggi 16 DOP, 14 IGP e 4 STG, per un valore di produzione pari a 64 milioni di euro e circa 4mila operatori impiegati.

Questa tipologia di asparago, particolarissima per gusto e caratteristiche, presenta due peculiarità di base che ne fannoun’eccellenza gastronomicaperfettaper il consumo a crudouna dolcezza superiore alla media e una bassa fibrosità dei turioni, che rende la parte inferiore del gambo tenera, polposa e commestibile come il resto dell’ortaggio, contrariamente a quanto succede con gli asparagi più comuni. Il suo colore verde brillante, invece, è dovuto alle particolari condizioni pedoclimatiche del territorio, di origine vulcanica, ricco di potassio e di sali minerali, specie ferro e magnesio, che ne influenzano in maniera visibile la colorazione e le caratteristiche organolettiche.

«Il riconoscimento della denominazione IGP per l’Asparago verde di Canino – dichiara l’assessore all’Agricoltura della Regione Lazio, Giancarlo Righini – è una grande notizia per tutto il settore agroalimentare del territorio. Desidero ringraziare il Governo per aver sostenuto la battaglia dei produttori locali e in particolar modo l’agenzia regionale Arsial per aver seguito da vicino l’iter che ha portato a questo prestigioso traguardo».

«Come Agenzia – commenta il Commissario straordinario di Arsial, Massimiliano Raffa – siamo lieti di aver affiancato i produttori di Asparago Verde di Canino nell’iter per il riconoscimento dell’IGP in sede comunitaria, consapevoli della qualità del prodotto, radicato oramai nella nostra tradizione enogastronomica, ma anche del grande potenziale che la filiera può esprimere, dando valore all’intero territorio». 

Il ruolo di Regione Lazio e Arsial

La Regione Lazio, attraverso Arsial, ha supportato l’associazione di produttori proponentenell’iter di riconoscimento, redigendo il dossier necessario per la presentazione dell’istanza. Il riconoscimento IGP in sede comunitaria, che certifica con un marchio di garanzia l’autenticità e la provenienza del prodotto, garantisce un valore aggiunto all’intera filiera, favorendone il posizionamento di mercato e offrendo protezione contro imitazioni o contraffazioni.

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