Turismo balneare e bolkestein, Adinolfi: “Servono interventi chiari e risolutivi per intercettare flussi turistici internazionali”

"Il governo italiano deve agire a tutela dell’economia nazionale e degli imprenditori che hanno investito nella promozione del nostro mare"

“Il settore balneare italiano oggi ha assoluta necessità di trovare un assetto stabile per garantire ai tanti imprenditori la libertà d’impresa costituzionalmente sancita e di riorganizzarsi a fronte dei mutati scenari turistici a livello internazionale, soprattutto ora che il sud dell’Europa viene annoverato tra le mete preferite dei turisti proprio per la possibilità di fruire del mare anche fuori stagione. Un esempio eclatante, emerso in questi giorni a seguito delle tensioni in Medio Oriente, riguarda il boom di richieste e prenotazioni per le isole di Tenerife, Gran Canaria, Lanzarote e Fuerteventura. Anche le Baleari, che con il loro clima mediterraneo sono simili alle coste italiane in fatto di temperature e accoglienza, stanno risentendo positivamente dell’interesse turistico. Il nostro Paese non è e non può essere da meno, considerato che rispetto alle isole spagnole ha da offrire paesaggi eterogenei e una commistione ineguagliabile di arte, cultura, storia, natura, archeologia, architettura ed enogastronomia. Non dimentichiamo che secondo le rilevazioni Istat (2019) l’Italia è il quinto Paese più visitato al mondo con 65 milioni di arrivi stranieri e il terzo per numero di pernottamenti dopo Stati Uniti e Spagna, con un Pil nazionale riferito al settore turistico del 6%, che arriva al 13 % considerando l’indotto indiretto. Alla luce di questi dati, il governo italiano deve agire in maniera chiara e decisa a tutela dell’economia nazionale e dei tanti imprenditori che con sacrificio hanno investito nella tutela e promozione del nostro mare e del comparto turistico. Ma è necessario agire in fretta, eventualmente con provvedimenti ponte. Diversamente i comuni rischiano di vedersi costretti a procedere con le gare per ottemperare alla direttiva Bolkestein, senza però avere il tempo necessario per espletare le procedure. Di conseguenza si arriverà all’inizio della stagione balneare 2024 senza spiagge operative pronte ad accogliere i turisti”. Lo dichiara in una nota l’eurodeputato della Lega Gruppo ID, Matteo Adinolfi.

“Nel dibattito, che si fa sempre più delicato, occorre ribadire l’ampia disponibilità della risorsa sabbia alla luce dei dati emersi dal tavolo tecnico tra il governo e i balneari: le spiagge italiane non sono scarse e per il 67% sono libere. Questi numeri, che tra l’altro non contemplano fiumi e laghi, portano ovviamente ad interpretare differentemente la necessità di applicazione della direttiva Bolkestein. L’auspicio è che governo e commissione europea possano interloquire sulla base di queste evidenze, alla ricerca di una soluzione risolutiva che non penalizzi i balneari e l’intero comparto turistico italiano.
Nel frattempo, attendiamo la pronuncia della Corte di Cassazione, che nei giorni scorsi si è espressa in via definitiva in merito al ricorso presentato dal Sindacato Italiano Balneari di Confcommercio contro le sentenze dell’adunanza plenaria del Consiglio di Stato, che a novembre 2021 hanno annullato la proroga delle concessioni balneari fino al 2033 e imposto le gare entro il 31 dicembre 2023. Una pronuncia che mi auguro possa seguire la strada intrapresa dalla procura generale della Cassazione, che ha chiesto ufficialmente l’accoglimento del ricorso. Voglio essere ottimista al riguardo, perché non c’è altro modo per affrontare l’attuale situazione senza mettere a repentaglio migliaia di imprese e l’intero settore balneare. Come Lega Gruppo ID siamo e resteremo accanto agli operatori del settore balneare, promuovendo tutte le azioni necessarie affinché si tutelino imprese, investimenti, occupazione e la serenità delle trentamila famiglie che fino ad oggi hanno reso le spiagge italiane un’eccellenza nota e apprezzata in tutto il mondo”.

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