Calandrini (FdI): “Presentato un DDL per rendere autonome le sezioni staccate dei Tar”

Il commento del senatore di Fratelli d'Italia sulla sede di Latina: “Mole di lavoro eccezionale, questo solo un primo passo”

Rendere le sezioni staccate dei Tar dei veri e propri tribunali amministrativi, mettendo fine a una disparità di trattamento che non rispecchia la realtà. Questa la logica alla base del disegno di legge presentato dal Senatore Nicola Calandrini come primo firmatario e sottoscritto anche dal Senatore Antonio Iannone.

“La normativa a oggi prevede che le sezioni staccate siano delle semplici articolazioni territoriali periferiche del Tar avente sede nel capoluogo di regione – spiega Calandrini – Tuttavia la realtà è mutata: le sedi staccate hanno una mole di lavoro a volte superiore a quella dei tribunali amministrativi, un’autonomia sia contabile che di bilancio, per non parlare dei poteri di chi li dirige, oggi inquadrato come semplice consigliere di tribunale amministrativo pur essendo, di fatto, un presidente a tutti gli effetti. Credo che i tempi siano maturi perché, anche formalmente, a queste sezioni venga riconosciuto il ruolo che di fatto già rivestono”.

Discorso a parte quello inerente Latina: “La sezione staccata pontina rappresenta un’unicità nel panorama nazionale. Si tratta infatti di un’articolazione territoriale dell’unico Tar Italiano chiamato a dirimere questioni inerenti le istituzioni centrali. Il Tar del Lazio ogni anno giudica circa 16 mila ricorsi, una mole di lavoro, e un numero di competenze, non equiparabili a quelle degli altri tribunali amministrativi. La sede staccata di Latina, quindi, non solo agisce già in autonomia ma avrà tutte le carte in regola, diventando tribunale amministrativo, per inglobare anche quei territori geograficamente e socio-economicamente equiparabili a quelli delle provincie di Latina e Frosinone per cui è già competente. Questo garantirebbe decisioni più veloci, minori spostamenti e soprattutto una razionalizzazione della mole di lavoro, davvero impressionante, che ricade sul Tar del Lazio”.

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