Concessione degli spazi comunali: il PD Sermoneta chiede maggior chiarezza

Il coordinatore Scarsella: "La «democrazia» e la libertà di riunirsi sono elementi fondamentali e diritti stabiliti dalla Costituzione"

Torna ad intervenire Antonio Scarsella, coordinatore del PD di Sermoneta, questa volta su quanto stabilito dal regolamento comunale di Sermoneta sulle norme inerenti alla concessione e l’utilizzo dell’Aula Consigliare che è “riservata alla Amministrazione Comunale, gli altri locali, gratuitamente solo ad iniziative di associazioni organizzate o patrocinate dal comune”.

“E i Partiti Politici (riconosciuti dalla Costituzione) e le altre associazioni, anche esse riconosciute, che non fanno attività di lucro ma intendono liberamente svolgere la loro attività? – afferma il coordinatore del PD Sermoneta – Pagano (art.12) e possono vedere comunque sospesa la loro iniziativa, dal sindaco o dal comune «per fondate ragioni di interesse generale» Quali? Chi le stabilisce? La scusante è che i Partiti e Movimenti Politici possono «durante le campagne elettorali» utilizzare gratuitamente il Centro Civico di Monticchio e il Parco sottostante e la Loggia dei Mercanti. Ma non è una «concessione», lo prevede, da decenni, la legge nazionale che regola le consultazioni elettorali. Un Consigliere comunale, non di maggioranza, è parte comunque, come eletto, della Amministrazione Comunale. Può promuovere un incontro Istituzionale nell’Aula Consigliare o in un altro luogo pubblico? Oppure è un «rappresentante istituzionale di serie B»? (La stessa aula consigliare utilizzata, tra l’altro, anche come spogliatoio o altro in occasione di iniziative di spettacolo etc..). Un Consigliere non può svolgere la sua attività, magari con rappresentanti della Regione o del Parlamento, utilizzando la sede Istituzionale? e se chiede di utilizzare una sede diversa, oltre a dover pagare, può vedersi revocare la autorizzazione da un «organo politico»? Chi invece è in maggioranza, invece, può accedere liberamente a locali e spazi?

“La «democrazia» e la libertà di riunirsi, fare attività culturale e sociale – continua Scarsella – sono elementi fondamentali e diritti stabiliti dalla Costituzione. Non possono essere «a discrezione»; della maggioranza politica di turno. Stabilite le regole generali, sono i Dirigenti, la parte tecnica che autorizzano ed attuano la norma. Non può esistere discrezionalità politica in materia di esercizio del diritto di opinione. Così come approvato il Regolamento si presta a queste e ad altre domande e perplessità. Riportarlo in Consiglio per meglio chiarir competenze e norme, appare opportuno.
In Ultimo. Il Regolamento è stato esaminato dalla Commissione Trasparenza, il cui presidente è un consigliere «teoricamente di opposizione». Teoricamente perché, di fatto, è vicino alla maggioranza consigliare, come ribadito anche dallo stesso presidente del consiglio comunale in un recente intervento sulla stampa. Non solo, lo stesso è il coordinatore comunale di FdI e nella attuale Giunta Comunale ci sono esponenti del suo partito. Quindi è parte organica della maggioranza. Il presidente della commissione consigliare trasparenza, che dovrebbe tutelare gli interessi della opposizione, soprattutto in questa materia, non solo non ha sentito il parere degli altri consiglieri, ma ha votato favorevolmente al regolamento, comportandosi di fatto, in maniera «organica»; all’attuale maggioranza, pur essendo stato eletto, insieme alla sua collega, all’opposizione. Il problema non è ovviamente personale, anzi, faccio i miei migliori auguri professionali e politici allo stesso e ad ognuno dei consiglieri comunali, resta, però, una contraddizione ed una incompatibilità evidente: non si può essere in maggioranza (con membri del proprio partito), essere vicini alla stessa e, contemporaneamente, essere l’unico consigliere che dovrebbe rappresentare l’opposizione in un organismo istituzionale. Fare chiarezza ci sembra opportuno.”

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