La Regione Lazio a “Slow fish 2023” per valorizzare la filiera ittica

La manifestazione ha come tema “Coast to Coast”, a rappresentare l’interconnessione tra terraferma ed ecosistemi acquatici

La Regione Lazio partecipa all’undicesima edizione di “Slow Fish”, manifestazione dedicata ai sistemi acquativi. L’evento, che ha preso il via a Genova, è organizzato da Slow Food e Regione Liguria, in collaborazione con il Comune di Genova. La manifestazione, in programma fino a domenica 4 giugno, ha come tema “Coast to Coast”, a rappresentare l’interconnessione tra terraferma ed ecosistemi acquatici. Articolato il programma. Sono previsti seminari, laboratori del gusto, attività educative, iniziative di divulgazione oltre a eventi dedicati alla cucina di strada e a una degustazione di prodotti tipici del marchio regionale “Natura in Campo”. Regione Lazio e Arsial condivideranno uno spazio istituzionale con Slow Food Lazio. Nove le imprese del territorio, in rappresentanza di tutte e cinque le Province laziali. Lo stand della nostra Regione ha ricevuto anche la visita del ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, il quale ha voluto conoscere le aziende presenti dimostrando una particolare attenzione verso i loro prodotti d’eccellenza.

«Nel Lazio – spiega l’assessore alle Politiche agricole della Regione Lazio, Giancarlo Righini – la pesca rappresenta una realtà economica rilevante, tanto per dimensioni quanto per tradizione culturale. Ecco perché ritengo fondamentale, dopo la partecipazione di aprile al Seafood di Barcellona, prendere parte anche a un evento come quello ligure che rappresenta una vetrina importante per far conoscere le nostre imprese. Quelle presenti a Genova sono una parte delle 2808 aziende dell’intera filiera ittica, che vale 50 milioni di euro di fatturato nel Lazio». La Regione Lazio vanta una presenza considerevole di imbarcazioni destinate alla pesca. Esse operano soprattutto nei tre Compartimenti marittimi di Civitavecchia, Roma e Gaeta. Va ricordato, inoltre, che con oltre 5.600 tonnellate di pescato, la produzione ittica regionale, in termini di quantità, ammonta al 3,2% circa del totale nazionale. Poco più del 60% della quantità totale del pescato del Lazio proviene da battelli da pesca a strascico, mentre il 30% circa dalla piccola pesca costiera. I battelli da pesca a strascico, pur rappresentando appena il 20% della flotta regionale, pesano per oltre il 70% sul valore della produzione locale. In valori economici la produzione laziale di pesce rappresenta il 4% del valore complessivo nazionale.

«Ringrazio le aziende presenti che si mettono in gioco e partecipano per promuovere assieme a noi il settore ittico. Del resto, chi partecipa alle fiere vanta un fatturato e utili di sette volte superiori rispetto a quelli di altre imprese», sottolinea Andrea Napoletano, commissario straordinario Arsial. L’Arsial intende aiutare la filiera in tre modi: da una parte tutelandone la biodiversità, le acque interne e l’ecosistema. Dall’altra sostenendola con fondi appositi, tra cui giocano un ruolo fondamentale quelli europei. Infine, promuovendone la partecipazione ad eventi come quello di Genova.

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