A Latina la mostra “Foglie Eterne” di Luigi Menichelli

La Domenica delle Palme ha riportato in mostra a Latina le foglie eterne di Luigi Menichelli. Appuntamento fino al 31 maggio

La Domenica delle Palme ha riportato in mostra a Latina le foglie eterne di Luigi Menichelli. L’artista pontino vive ormai a Roma da oltre vent’anni ma non hai mai perso di vista la sua città! Ha deciso di tornarci con una grande mostra nello spazio professionale dei nuovi Private banker Fideuram Angelo Giannetta e Paolo Coggio con il progetto di MAD Museo d’arte diffusa.

Fabio D’Achille ha allestito e curato per quattro mesi una mostra intensa, un evento per l’autore che ha messo in gioco una buona parte del suo patrimonio artistico – visto che espone in una filiale che opera investimenti finanziari. Le sue foglie cristallizzate, colorate, intense e agglomerate in un contenitore protettivo trasparente si alternano a degli stupendi quanto immensi paesaggi pontini, taluni in miniatura.

Questa esposizione è un omaggio alla città di Latina, che ha ospitato la sua infanzia, la sua prima maturità, la sua formazione artistica negli studi di Bertoncin, Saltarin, Vivaldi e diversi altri. Opere che vanno dalla metà degli anni ’80 ai nostri giorni.

Luigi non ha mai smesso di dipingere e allestire le sue installazioni policrome; neanche quando il lavoro, la vita quella più dura e gli incidenti si sovrapponevano alle sue giornate, alle sue vicende. Il lavoro in RAI l’ha portato lontano persino dall’Italia, negli Stati Uniti, in Giappone… ma lui non ha perso né l’animo né la virulenza della “Scuola pontina”, così presente nella sua arte.

Alla presentazione ha chiarito che l’arte l’ha vissuta come la vita: a morsi, con grande voracità verso ogni cosa, con impeto e voglia di esistere in ogni umana vicenda. L’arte che spesso definiamo terapeutica per chi la esercita ci accorgiamo che può ora essere terapeutica anche per chi la vede. la sente, la partecipa.

La scelta di MAD di portare un maestro di tale portata è sicuramente una scelta imponente ed infatti il lavoro profuso è stato notevole – tenendo conto anche di risorse culturali importanti, quali il contributo incondizionato di Marcella Cossu, storica dell’arte della Galleria Nazionale di Arte Moderna e sicuramente contando su uno spazio non scontato ma di grande respiro per l’arte come quello sensibile e pulito di una Banca attenta al “fenomeno”. Non è previsto un ticket per veder la mostra e tantomeno è necessario sottoscrivere un conto corrente! Apertura fino al 31 maggio.

- Pubblicità -
Redazione
Redazione
Giornale digitale fondato nel 2022 con l'intento di offrire al territorio "Una voce oltre la notizia". Nasce dall'esigenza di un gruppo di giornalisti ed esperti di comunicazione di creare un canale di informazione attendibile, laico e indipendente che dia voce ai cittadini, alle imprese, ai lavoratori, agli studenti!

CORRELATI
ALTRI ARTICOLI

Dexter: Resurrection, la rinascita dell’iconico antieroe televisivo. L’oscuro passeggero non muore mai

Tra autocoscienza narrativa e spettacolo sanguigno, Dexter: Resurrection riporta l'amato serial killer a una maturità sorprendente

“Roma Terzo Millennio, la scia della Cometa”: un laboratorio vivo che guarda al futuro. Il taglio del nastro –

Regione - Inaugurata ieri la mostra "Roma Terzo Millennio". Un'iniziativa dedicata alla Capitale: "Roma non è un ricordo bensì una promessa"

Scauri di Minturno si veste a festa: torna il Carnevale sul Lungomare

Contributi ai gruppi mascherati più numerosi e Premio Mascherina: candidature aperte fino al 3 febbraio. La parata il 15

Giulia Gonzaga torna a vivere: il Rinascimento accende Fondi

Teatro, memoria e identità: a Palazzo Caetani si apre l’anno delle celebrazioni per i 500 anni delle nozze con Vespasiano Colonna

A qualcuno piace Fred: lo swing italiano accende il Teatro D’Annunzio

Sabato 14 marzo lo spettacolo che celebra gli anni ’50 e il mito di Fred Buscaglione nella stagione “Liberi di scegliere”

‘Il Mostro’ di Sollima, il racconto dell’irrisolto e la messa in scena del sospetto nel buio della storia italiana

Un’opera che rifiuta il comfort del true crime classico e costruisce un racconto sulla memoria, sul dubbio e sulla violenza strutturale
- Pubblicità -

Condividi sui social

- Pubblicità -

Più letti

- Pubblicità -
- Pubblicità -