Grande successo per il convegno Federbim sui Bacini Imbriferi Montani

Pederzolli (Federbim): "Presentato in Senato il nuovo si-bim sullo stato dei bim e del sistema idroelettrico"

Si è concluso con grande successo il convegno Federbim dal titolo “I Bacini Imbriferi Montani al tempo della crisi idrica ed energetica, un sistema per l’attuazione della L.959/53” che si è svolto ieri presso il Senato. All’appello lanciato dalla Federbim hanno risposto diverse figure: Senatori, Deputati, Euro Parlamentari, Accademici, Enti Nazionali e Governo -per bocca del consigliere di Calderoli che ha rappresentato il Ministro- ribadendo tutti il pieno supporto al progetto presentato dalla Federazione. Tra gli interlocutori che hanno contribuito al convegno, diversi rappresentati di alte cariche istituzionali.

Nel corso dell’incontro è stato innanzitutto presentato il primo rapporto Federbim sullo stato dei BIM (Bacini Imbriferi Montani) e del sistema idroelettrico in Italia. “Un sistema territoriale enorme che, anche se sottorappresentato, tocca il 50% dell’intero Paese, 13 milioni di abitanti e 150 milioni di euro di sovracanoni raccolti ogni anno e reinvestiti nei territori, ai quali andrebbero aggiunti dati relativi a circa 1400 comuni che sfuggono in quanto non consorziati e non monitorabili”. Così nella relazione introduttiva del convegno il Presidente di Federbim, Gianfranco Pederzolli, che ha proseguito “è proprio in questo contesto di frammentazione di informazioni e di competenze che interverrà il SI-BIM, il nuovo Sistema Informativo territoriale. Il 90% dell’energia idroelettrica, la più pregiata delle rinnovabili data l’attitudine alla programmabilità e alla possibilità di accumulo a differenza delle altre rinnovabili come sole e vento che sono intermittenti, viene prodotta in montagna. E tutto ciò grazie al prelievo di acqua che viene fatto nei territori compresi Bacini Imbriferi Montani. Numeri importanti -ha sottolineato il Presidente di Federbim – che acquistano una sfumatura più ampia se messi a confronto con il fondo per le politiche della montagna istituito con la legge 97 del 1994, che non ha mai superato questa cifra nemmeno negli anni più prodighi di finanza pubblica.

Federbim dunque si propone come un interlocutore naturale per lo sviluppo di politiche per la Montagna, soprattutto per quanto riguarda la parte destinata alla salvaguardia e all’accrescimento delle riserve idriche, alle energie rinnovabili e alle funzioni ecosistemiche”.

“Questi dovranno essere i temi verso cui destinare gli investimenti – ha infine sollecitato il Direttore Tommaso Dal Bosco, che continua – basta distribuzione a pioggia per piccoli interventi privi di impatto sullo sviluppo dei singoli comuni, basta marciapiedi e piste ciclabili avulse da sistemi integrati di mobilità e fruizione del territorio: alleiamoci per immaginare un futuro di scelte di investimento di respiro strategico e integriamo i fondi per lo sviluppo con i sovracanoni BIM” ha concluso il Direttore di Federbim.

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