L’INTERVISTA – Da Suez a Ventotene, il sorano Giovanni Macioce nominato Commissario

L'ex generale della Finanza, che nella sua carriera ha seguito la realizzazione di grandi opere pubbliche, prende il posto di Silvia Costa

Sarà un ciociaro doc il nuovo Commissario Straordinario per il recupero dell’ex carcere borbonico dell’isola di Santo Stefano-Ventotene. Con un Decreto a firma del Presidente della Repubblica, il generale della Guardia di Finanza in pensione, Giovanni Macioce, nato e cresciuto a Sora – che nel corso della sua carriera da ufficiale si è occupato anche della gestione dei fondi destinati a immense opere pubbliche come il canale di Suez- subentrerà all’onorevole Silvia Costa che, il 29 gennaio, ha esaurito il suo mandato triennale. Abbiamo raggiunto telefonicamente l’ex generale Macioce per raccogliere le sue prime impressioni sull’evento.

Vogliamo porgerle i complimenti per l’importante incarico che le è stato conferito dal Governo. Leggendo il suo curriculum vitae appare chiaro che sia stata assolutamente rispettata la regola del “merito” poiché lei risulta essere un outsider nel mondo della politica. Come si spiega questa scelta?
“Sono grato al Governo per la fiducia accordatami e onorato di poter contribuire in prima persona alla realizzazione di questo complesso Progetto che ha assunto enorme rilevanza nazionale ed europea. Subentrare alla Commissaria onorevole Silvia Costa è un’impresa ardua, poiché grazie alla sua competenza, capacità organizzativa, al suo ardore ed energia, nei tre anni di mandato, il programma, non solo è risorto dall’oblio, ma ha fatto enormi passi verso il traguardo, assumendo un inusitato rilievo istituzionale nazionale ed europeo. Il mio impegno sarà totale e sono certo che l’attaccamento che provo nei confronti di Ventotene e il sostegno di tanti cari amici isolani mi sosterranno nell’adempiere al meglio i gravosi impegni del mio mandato”.

Il Progetto è partito nel 2017 e ancora sembra essere in una fase iniziale, al momento si stanno eseguendo ancora i lavori preliminari per la messa in sicurezza delle infrastrutture, se la tendenza di progressione resterà tale forse occorreranno ancora diversi anni prima di arrivare alla conclusione. Lei cosa pensa di fare per accelerare?
“I tempi per dare una risposta esauriente non sono maturi. Ho la certezza, però, che il tempo trascorso sia dovuto esclusivamente all’intreccio delle innumerevoli competenze che gravano su tale articolatissimo progetto che si sviluppa in un ambiente molto difficile e certamente non sono attribuibili alla mancanza di dinamismo del Commissario uscente e della struttura commissariale che, anche se per poco, ho avuto modo di vedere all’opera e di apprezzare per competenza ed energia. In ogni modo sarà mia cura ricercare ogni possibile via per velocizzare al massimo le attività che ancora dovranno essere avviate, mediante l’adozione di decisioni chiare, tempestive e di agevole esecuzione, ovviamente sempre nel religioso e assoluto rispetto della legalità e della trasparenza”.

Ha avuto qualche direttiva particolare dal Governo su come procedere nella realizzazione del Progetto?
“Non è necessario. Tutto risulta già cristallizzato da anni in documenti ufficiali che in estrema sintesi prevedono il restauro e la valorizzazione dell’infrastruttura dell’ex carcere borbonico con finalità prevalentemente culturali e di alta formazione in ragione dei profondi valori simbolici che essa detiene, nonché la realizzazione di un complesso museale della memoria e un altare del sogno europeista di Altiero Spinelli. Questa sarà l’unica fonte di guida per la mia attività volta alla rapida concretizzazione di questo complesso e importantissimo progetto. Cercherò di rendere compatibile ogni decisione, oltre che con il programma governativo, anche con le aspettative della Cittadinanza di Ventotene affinché, la realizzazione di quanto previsto per l’ex carcere di Santo Stefano, oltre al raggiungimento tutti gli scopi attesi, riverberi una grande influenza anche su Ventotene e la sua Cittadinanza. Conferire l’incarico a un cittadino di Ventotene è un importante e tangibile segno di vicinanza del Governo alla Cittadinanza dell’isola che, a causa della ubicazione geografica, vive specifiche problematiche dissimili a quelle degli altri Comuni situati sulla penisola e sulle grandi isole. Rilevo anche una buona assonanza del Governo con l’attuale Amministrazione Comunale che, subito dopo l’insediamento, mi ha concesso la delega per seguire lo specifico Contratto Istituzionale. Infine, c’è da notare infine che, in questo caso, si è deciso di conferire l’incarico di Commissario Straordinario di Governo a qualcuno proveniente dal Territorio e completamente avulso dal mondo della politica”.

“Il Contratto Istituzionale di Sviluppo per il recupero e la messa in funzione dell’ex carcere borbonico dell’Isola di Santo Stefano-Ventotene sottoscritto in data 3 agosto 2017, prevede la realizzazione di un progetto integrato di restauro e valorizzazione, secondo un’ipotesi dell’utilizzo dell’intero complesso monumentale localizzato sull’isola di S.Stefano-Ventotene. Il progetto consiste in un investimento totale di 70 milioni di euro finanziati nell’ambito del Piano stralcio “Cultura e Turismo” del Ministero della Cultura. Esso riguarda non solo il complesso dell’ex carcere, ma prevede anche tutte le opere necessarie alla sua fruizione e gestione, senza interruzioni stagionali. E’ previsto quindi il recupero della infrastruttura dell’ex carcere borbonico rimasto in funzione fino al 1965 e ora dichiarato monumento nazionale, nonché la realizzazione di un progetto integrato di restauro e valorizzazione con un’ipotesi di riutilizzo dell’intero complesso per finalità prevalentemente culturali e di alta formazione, in ragione dei profondi valori simbolici che esso detiene. In questa antica struttura penitenziaria, infatti, furono imprigionati figure di spicco del nostro Risorgimento come Silvio Spaventa e Luigi Settembrini.

Il progetto inoltre prevede la realizzazione di un museo della memoria quale altare del sogno europeista di Altiero Spinelli che fu confinato a Ventotene e dove ha voluto essere sepolto, è anche intenzione del Governo di realizzare un Centro di altra formazione in studi europei in grado di formare la classe dirigente degli Stati Uniti di Europa – conclude il generale Macioce -. Mi impegnerò a compiere quanto è stato programmato, avendo cura di garantire una fruibilità di quanto sarà realizzato per l’intero arco dell’anno solare, cosa che per l’ubicazione delle citate opere su due isole così distanti dalla terra ferma e consacrate a Riserva Naturale Statale e Area Marina Protetta, presenta un alto grado di complessità e difficoltà che rende la sfida affascinante”.

Angela Nicoletti

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