Energia, Adinolfi: “Serve una sovranità energetica”

Una nuova e decisiva priorità per l’Italia: realizzare una politica energetica che garantisca maggiore indipendenza

“La necessità di una sovranità energetica per l’Italia e l’Europa è tornata di attualità dopo l’aumento del prezzo dell’energia con la pandemia e la guerra in Ucraina. Per questo non è più rinviabile la sfida europea per un’unione energetica. Proprio di questo abbiamo parlato a Roma in un convegno a cui ho preso parte assieme a rappresentanti dell’Ue, della politica e delle imprese.

Lo afferma l’europarlamentare della Lega Gruppo ID Matteo Adinolfi.

Con la pandemia e poi la guerra in Ucraina ci siamo accorti di essere dipendenti dalle importazioni e troppo legati a un unico fornitore con un pericolo per i nostri interessi nazionali. Eppure, la mancanza di autonomia in campo energetico, è dovuta ad anni di politiche errate che ci hanno portato a diminuire le estrazioni di gas Italiano, a bloccare numerose infrastrutture per preconcetti ideologici e a realizzare la transizione ecologica senza la necessaria gradualità dismettendo le fonti energetiche tradizionali.

Diventa perciò prioritario per l’Italia realizzare una politica energetica che garantisca maggiore indipendenza basata non solo sulle rinnovabili ma su un imprescindibile mix energetico senza cedere alle sirene dell’ambientalismo ideologizzato e riscoprendo la lezione di Enrico Mattei. Sono molto soddisfatto di come sia andato il dibattito in quanto c’è condivisione sulla mia perplessità relativa alla tempistica di applicazione della transizione energetica voluta dall’Unione europea. Gli obiettivi di avere una produzione che sia più vicina all’ambiente e dunque ecosostenibile, sono condivisibili e anzi vanno realizzati.

Ma non è possibile dare scadenze e tempistiche ristrette ai Paesi dell’Unione in quanto appare obiettivamente difficile immaginare che si possa arrivare a realizzare la transizione così presto, anche considerando i considerevoli costi economici che dovrebbero sostenere le famiglie e le imprese. Infatti, dal dibattito, più relatori hanno confermato che per provare a raggiungere quegli obiettivi che pone l’Unione europea per molte aziende il destino è quello di chiudere perché non ce la faranno mai. E questo va evitato assolutamente”.

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