Fondi, maxi sequestro di fuochi pirotecnici illegali

La Compagnia delle Fiamme Gialle di Fondi ha effettuato uno dei più grandi sequestri di materiale pirotecnico illegale. Soddisfatto il sindaco

Oltre 20 giorni di controlli a tappeto in tutta la città prima di Capodanno, attività commerciali passate sotto la lente di ingrandimento e indagini serrate per scongiurare il fenomeno dei ferimenti a causa di botti e fuochi d’artificio pericolosi e illegali. Questa la strategia adottata dalla Compagnia delle Fiamme Gialle di Fondi, guidata dal tenente Diego Lauretti, che nei giorni scorsi ha portato ad uno dei sequestri di artifizi pirotecnici più importanti degli ultimi anni.

Su un totale di 8 quintali di fuochi sequestrati dalla Finanza in tutta la provincia di Latina, infatti, una considerevole quantità di materiale illegale è stata messa sotto chiave proprio nel territorio di Fondi prima di Capodanno. Grazie ad indagini serrate e al non comune acume di alcuni investigatori in servizio presso la Compagnia di via Terruto, è stato possibile individuare ben due magazzini, pieni zeppi di fuochi artigianali, molti dei quali pericolosissimi: autentiche bombe contenenti, in alcuni casi, oltre 2 chili di polvere esplosiva. Non sono mancati, naturalmente, controlli nelle attività commerciali e nelle rivendite autorizzate. Pericolosissimi non solo i potenziali effetti ma anche i luoghi di stoccaggio: palazzine ubicate in pieno centro abitato.

«Un sentito ringraziamento – commenta il sindaco di Fondi Beniamino Maschietto a qualche giorno dal periodo considerato caldo per quanto riguarda i ferimenti da “botti” e petardi – va al Comando provinciale della Guardia di Finanza, alla Compagnia di Fondi, al Capitano Diego Lauretti e a tutti gli uomini e le donne che hanno fatto la differenza, prevenendo, con questo enorme sequestro, un potenziale disastro ma anche tanti piccoli incidenti con effetti incalcolabili. Basti pensare che solo nel territorio di Fondi sono stati sequestrati sei quintali di materiale esplosivo che sarebbe stato immesso nel mercato nero. I vari ordigni sarebbero stati rimossi dalle proprie custodie protettive e detonati in maniera artigianale con inneschi di fortuna e rischi incalcolabili tanto per gli acquirenti quanto per chi si sarebbe trovato nelle immediate vicinanze».

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