Si aggiungono nuovi elementi all’inchiesta sull’omicidio di Ibrahim Dibba, il 27enne originario del Gambia ucciso a colpi di pistola il 16 settembre a Latina. Secondo quanto riferito oggi dall’agenzia Adnkronos, la Procura per i Minorenni di Roma contesta al ragazzo fermato l’omicidio pluriaggravato dai futili motivi e dalla premeditazione, il tutto in concorso con altre persone maggiorenni, alcune delle quali ancora da identificare.
Il Gip ha disposto la custodia cautelare in carcere per il minorenne e per un altro maggiorenne, ritenendo sussistenti «sia la gravità indiziaria che le esigenze cautelari», riferisce l’agenzia.
La ricostruzione investigativa delineata dalla Procura colloca all’origine dell’agguato un diverbio avvenuto il giorno precedente, legato al mancato pagamento di un servizio e a uno schiaffo che il minorenne avrebbe ricevuto. Da qui, secondo l’ipotesi accusatoria, sarebbe maturata la decisione di attirare Dibba fuori dal Villaggio Trieste e raggiungerlo con un’utilitaria, esplodendo diversi colpi di pistola.
Adnkronos riferisce anche gli elementi raccolti attraverso cinque diversi sistemi di videosorveglianza. Le immagini avrebbero consentito agli investigatori di individuare il modello, il colore e la targa dell’auto utilizzata, documentando inoltre la presenza dell’indagato nelle vicinanze del luogo del delitto sia poco prima sia pochi minuti dopo l’omicidio.
La Procura per i Minorenni parla di un «delitto consumato con modalità efferate che ha destato allarme sociale». La procuratrice Giovanna Lebboroni ha sottolineato in conferenza stampa lo «sforzo incessante» compiuto da Procura minorile, Procura di Latina e Squadra Mobile per ricostruire la dinamica e raccogliere gli elementi di prova.
Il quadro investigativo, sempre secondo Adnkronos, comprende anche contestazioni relative alla detenzione e al porto illegale della pistola, all’esplosione di colpi d’arma da fuoco in strada e alla cessione di una quantità imprecisata di crack a una persona legata sentimentalmente alla vittima.
Le indagini, intanto, proseguono per chiarire il ruolo degli altri soggetti coinvolti e completare la ricostruzione dell’omicidio.