«Non giratevi dall’altra parte davanti a una creatura che soffre, vivete secondo le regole della legalità e non abbandonate i giovani, più esposti alla droga e alla violenza».
Sono parole che, in questi mesi, sono state il faro per quanti hanno vissuto con sofferenza il commissariamento del primo Comune della provincia di Latina sciolto per mafia. Un invito a non abbandonare la comunità e a continuare a credere nei suoi valori positivi.
Il vescovo di Albano, monsignor Vincenzo Viva, ieri pomeriggio ha celebrato la messa nella chiesa arcipretale di San Michele Arcangelo e Santa Maria Goretti, in occasione della festa del Santo Patrono di Aprilia. E proprio durante l’omelia ha rivolto alla città un richiamo particolarmente forte alla legalità, alla responsabilità e alla solidarietà.
Non è la prima volta che il vescovo di Albano esorta la comunità a vivere «questo tempo di commissariamento come un’opportunità di rigenerazione e di risveglio». Ma ieri le sue parole hanno colpito in modo particolare i presenti.
Non era mai accaduto, infatti, che durante la messa, tradizionale appuntamento istituzionale per eccellenza, il vescovo facesse riferimenti così diretti a fatti di cronaca e a episodi legati alla criminalità.
Un richiamo rivolto a tutti, a partire dalla cittadinanza, affinché si scelga di vivere nella legalità e di intervenire concretamente per aiutare quanti si trovano ai margini della società. Un invito, ancora una volta, a non voltarsi dall’altra parte davanti alle situazioni di disagio.
Viva ha espresso parole di lode per il mondo del volontariato e per le associazioni che svolgono un ruolo attivo nella città di Aprilia, citando il Banco Alimentare, il consultorio e la riapertura del Centro Don Milani. Una realtà che rappresenta una parte importante della storia della città e che costituisce l’emblema dell’intervento della Chiesa nelle dinamiche economiche e sociali dell’Aprilia degli anni Sessanta.
La prima pietra del Centro Don Milani fu benedetta dal cardinale Pizzardo e la struttura fu voluta da monsignor Baldelli con i fondi della Pontificia Opera di Assistenza.
Poi il passaggio che ha lasciato attoniti i presenti e che ha ulteriormente sottolineato il legame del vescovo con la realtà apriliana. Proprio i parroci della città, ha riferito monsignor Viva, gli hanno parlato dell’esistenza di piazze di spaccio.
Una situazione che preoccupa soprattutto per le conseguenze sui più giovani, considerati la parte più fragile della comunità e maggiormente esposti alla violenza, al bullismo e al fenomeno della droga.
Il vescovo ha quindi rivolto gli auguri alla Polizia di Stato, nel giorno dedicato a San Michele, che ne è anche il patrono, e ha richiamato tutti ad assumersi le proprie responsabilità.
Parole puntuali, senza sconti, anche nei confronti di chi vive nell’ipocrisia: di chi si mostra rispettoso delle regole in pubblico ma, nella realtà, agisce in loro spregio e contro i valori della vita comunitaria.
Un’omelia che ha dunque assunto un significato particolare, andando oltre la celebrazione religiosa e trasformandosi in un messaggio rivolto all’intera città.
Prima della benedizione, il parroco don Franco ha voluto ringraziare pubblicamente il vescovo per la sua presenza e, soprattutto, per le parole rivolte alla comunità. Un intervento che, ha sottolineato il parroco, rappresenta un importante segnale di vicinanza e di incoraggiamento per la cittadinanza, chiamata ad affrontare un periodo particolarmente delicato e difficile.
Alla fine della celebrazione, probabilmente, molti dei presenti saranno tornati a casa con il cuore più leggero. Sapere di non essere soli, soprattutto in un momento così delicato per Aprilia, può rappresentare una forma di incoraggiamento.
Nei prossimi mesi, probabilmente, la città di Aprilia tornerà al voto. I cittadini saranno chiamati a scegliere gli amministratori che dovranno guidare la città e tirarla fuori dal pantano nel quale gli apriliani sentono di sprofondare ogni giorno di più, alle prese con problemi sempre più complessi, aggravati dalla crisi economica e da una più generale crisi dei valori.
E le parole del vescovo hanno voluto ricordare proprio questo: la comunità non deve arrendersi, ma ritrovare nella legalità, nella solidarietà e nella responsabilità condivisa la strada per ripartire.
Aprilia, il monito del vescovo Viva : «Non giratevi dall’altra parte»
L'omelia ha assunto un significato particolare, oltre la celebrazione del Patrono. Il messaggio contro droga e criminalità
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