Continua a far discutere la scelta di apporre sul campanile della chiesa di San Michele Arcangelo le lettere che compongono il nome di Aprilia, anche se, con il passare delle ore, si è venuti a capo della ragione dell’installazione delle lettere sul campanile.
Nell’impossibilità di realizzare le luminarie, quest’anno si è scelto di installare delle lettere per riprodurre la scritta «Aprilia».
Inizialmente, la questione aveva alimentato un dibattito sugli aspetti autorizzativi relativi all’intervento sul campanile. Secondo quanto viene contestato, la struttura sarebbe stata ricostruita in assenza dell’autorizzazione FEC e dei necessari pareri della Soprintendenza.
Va ricordato, infatti, che il campanile, ricostruito tra la fine degli anni Novanta e i primi anni Duemila, era stato realizzato con l’obiettivo di riportarlo «dov’era e com’era». Quello originario fu distrutto durante i bombardamenti della Seconda guerra mondiale e venne successivamente ricostruito nel 1999 grazie a una raccolta fondi e al contributo della cittadinanza, nel rispetto delle linee architettoniche originarie.
Un aspetto che, secondo i rilievi mossi, assumerebbe oggi particolare rilevanza, considerando che si tratta di un intervento su un complesso sottoposto a vincolo. In questo caso, viene sottolineato, la sola autorizzazione FEC non sarebbe sufficiente e sarebbe necessario anche il parere della Soprintendenza.
Ma la discussione non riguarda soltanto il profilo amministrativo e autorizzativo. A suscitare perplessità è anche la scelta di collocare sul campanile, elemento fortemente riconoscibile del complesso religioso e simbolo della comunità cittadina, le lettere che compongono il nome «Aprilia».
C’è, tuttavia, un ulteriore elemento da chiarire: al momento non è noto se l’installazione sia destinata a rimanere stabilmente sul campanile oppure se sia stata realizzata esclusivamente in occasione degli eventi cittadini e sia quindi destinata a essere rimossa al termine delle iniziative. Una distinzione non secondaria, soprattutto considerando la natura e il significato del luogo.
Il tema chiama in causa anche il significato stesso del campanile nella tradizione cristiana: un elemento architettonico che, ben oltre la sua funzione, rappresenta storicamente un segno religioso e identitario della comunità.
Proprio per questo viene richiamata anche la riflessione di San Carlo Borromeo sul ruolo e sul significato che il campanile deve assumere per i cristiani. Un riferimento che porta la discussione oltre il semplice aspetto estetico e amministrativo e pone una domanda sul valore e sulla funzione da attribuire a un simbolo religioso.
La questione, dunque, resta aperta su più fronti: da una parte, gli aspetti legati alle autorizzazioni e alla tutela del complesso vincolato; dall’altra, il significato della scelta di collocare, anche se eventualmente solo temporaneamente, una scritta identificativa della città su un elemento fortemente caratterizzato sul piano religioso.
Sarà quindi importante capire se le lettere resteranno sul campanile anche dopo gli eventi oppure se verranno rimosse, così come chiarire l’iter autorizzativo seguito per la loro installazione.
Un confronto che coinvolge non soltanto l’amministrazione e gli enti preposti alla tutela, ma anche la comunità cittadina e religiosa.