Caldo, acqua, verde, suolo, energia e spazi pubblici. Sono questi alcuni dei temi sui quali lavoreranno insieme il Cersites della Sapienza e l’Ordine degli Architetti PPC della provincia di Latina.
Il protocollo d’intesa è stato presentato oggi, mercoledì 23 settembre nella sede del Polo Pontino, alla presenza del direttore del Cersites Alessandro Corsini, del professor Alberto Budoni, della presidente dell’Ordine Teresa Alvino e della consigliera Valentina Isone.
L’accordo punta a creare occasioni di studio e confronto sui problemi urbanistici e ambientali che interessano Latina e, più in generale, l’area pontina.
Università e professionisti allo stesso tavolo
Per Alessandro Corsini, il valore dell’iniziativa sta soprattutto nella possibilità di mettere in relazione realtà che operano nello stesso contesto ma con strumenti differenti.
Il Cersites porta ricerca e attività accademica, mentre l’Ordine mette a disposizione l’esperienza professionale degli architetti. Il risultato atteso è un confronto capace di produrre analisi e proposte utilizzabili anche fuori dall’università.
Corsini ha richiamato inoltre la particolare condizione della Sapienza a Latina: il Polo Pontino non è raccolto in un campus separato, ma è inserito direttamente nel tessuto cittadino. Una presenza che, nella sua visione, comporta anche una responsabilità nei confronti della comunità che lo ospita.
Alvino: uscire dagli studi e osservare cosa accade fuori
La presidente Teresa Alvino ha insistito invece sulla necessità per gli architetti di guardare oltre la dimensione tradizionale della professione.
L’intenzione è confrontarsi maggiormente con ciò che avviene fuori dagli studi, capire quali siano le difficoltà vissute nelle diverse parti della città e verificare dove possano essere applicate buone pratiche.
La linea indicata è quella di evitare interventi decisi senza un confronto preventivo con il contesto nel quale dovranno poi funzionare.
La prima domanda: quanto caldo può sopportare Latina?
Il lavoro sarà raccolto sotto il titolo “Abitare il cambiamento”.
Valentina Isone ha indicato tre aree generali: ricerca, progettazione e condivisione. I primi approfondimenti riguarderanno suolo, acqua, verde e spazio pubblico, mentre una fase successiva sarà dedicata all’energia condivisa.
Tra i quesiti messi sul tavolo ce n’è uno particolarmente diretto: quanto caldo può sopportare una città?
Una domanda che porta con sé questioni molto concrete: zone d’ombra, alberature, materiali utilizzati, impermeabilizzazione del suolo e possibilità di vivere gli spazi pubblici durante i periodi più caldi dell’anno.
Budoni: «Un’iniziativa ambiziosa»
Il professor Alberto Budoni ha definito l’iniziativa ambiziosa, soprattutto considerando le difficoltà di un contesto urbano che presenta diversi elementi di degrado e una limitata capacità di attivare nuove dinamiche.
Proprio per questo la collaborazione con l’Ordine viene vista come un’opportunità per affrontare i problemi da una prospettiva differente.
Il protocollo, almeno nella sua fase iniziale, non individua quindi un singolo intervento da realizzare. Stabilisce piuttosto un rapporto di lavoro tra università e professionisti dal quale potranno nascere studi e proposte sui principali nodi urbani di Latina.