Il Basso Lazio continua a giocare un ruolo di primo piano sui mercati internazionali. Nel primo semestre del 2026 le province di Latina e Frosinone hanno generato oltre 10 miliardi di euro di esportazioni, mantenendo un peso vicino al 60% dell’export complessivo del Lazio. Il dato, elaborato da Osserfare su dati Istat, evidenzia tuttavia un rallentamento del 3,7% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, dopo due semestri caratterizzati da una crescita superiore al 22%.
A sostenere il risultato è soprattutto la provincia di Latina, che nei primi sei mesi dell’anno ha registrato esportazioni per quasi 5,7 miliardi di euro, in aumento del 7,9%. Si tratta del terzo incremento consecutivo, dopo il +9,5% del primo semestre 2025 e il +27,2% del 2024.
A trainare l’economia pontina è ancora una volta il settore farmaceutico, al quale è riconducibile circa l’80% dell’incremento dei flussi verso l’estero. Le vendite del comparto sono cresciute del 7,7%, confermando la forte vocazione internazionale della provincia e il ruolo centrale dei mercati europei.
Buoni segnali arrivano anche dall’agricoltura. Le colture orticole hanno superato i 146 milioni di euro di esportazioni, rappresentando circa tre quarti dell’export agricolo laziale. Un risultato che porta Latina al terzo posto in Italia tra le province per valore delle merci agricole esportate.
Diverso il quadro di Frosinone, dove l’export si è attestato poco sotto i 4,9 miliardi di euro. Dopo il forte rimbalzo del 2025 (+41,8%), le vendite oltre confine hanno registrato un ridimensionamento, legato soprattutto alla frenata del farmaceutico (-21,1%). Anche l’automotive continua a soffrire, con un calo del 5,3% e una contrazione ancora più marcata per le vendite di autoveicoli (-17,4%). In controtendenza l’aerospazio, che cresce del 48,5%.
Il quadro regionale vede invece il Lazio chiudere il semestre con 18 miliardi di euro di esportazioni, in calo del 6,8%. Il confronto risente in particolare del boom della farmaceutica registrato nel 2025, quando le tensioni legate alla politica commerciale statunitense avevano favorito un forte anticipo delle spedizioni verso gli Usa.
Per Giovanni Acampora, presidente della Camera di Commercio Frosinone Latina, i dati confermano «il posizionamento eccezionale» del Basso Lazio, ma indicano anche la necessità di diversificare i mercati di sbocco per ridurre i rischi legati alle tensioni geopolitiche.
Su questo fronte la Camera di Commercio, attraverso anche l’Azienda Speciale Informare, ha destinato negli ultimi cinque anni quasi 2 milioni di euro a interventi per l’internazionalizzazione, affiancando le imprese con formazione, incoming di buyer stranieri e partecipazione alle fiere internazionali. Tra i prossimi appuntamenti il Sial di Parigi e, nel 2027, il MeCSPE di Bologna.