Il mare non è soltanto una risorsa ambientale o una via per i commerci: è un sistema economico che coinvolge imprese, lavoro, infrastrutture, tecnologia e territori. È partendo da questa prospettiva che Giovanni Acampora, presidente della Camera di Commercio Frosinone Latina e di Assonautica Italiana, ha indicato dal Forum “Risorsa Mare” di La Spezia quattro direttrici sulle quali costruire una nuova fase industriale dell’economia marittima.
«Possiamo e dobbiamo costruire un nuovo Mediterraneo produttivo e sostenibile», ha affermato Acampora, individuando la nave del futuro, il porto del futuro, la conoscenza e il presidio del mare e l’adattamento industriale del Mediterraneo come i quattro grandi ambiti sui quali concentrare investimenti e competenze.
Il punto di partenza sono i numeri: l’Economia del Mare, secondo i dati citati da Acampora, vale in Italia 225 miliardi di euro, coinvolge oltre 253mila imprese e più di un milione di occupati. Un comparto che oggi incrocia questioni decisive come competitività, energia, sicurezza, logistica, innovazione e sviluppo territoriale.

La sfida, però, è anche tecnologica e ambientale. Dalla decarbonizzazione del trasporto marittimo al monitoraggio degli ecosistemi, il presidente ha richiamato la necessità di integrare sempre più spazio, superficie marina e dimensione subacquea, attraverso satelliti, sensoristica, robotica e intelligenza artificiale.
Un’impostazione che trova un primo riferimento concreto anche nel Manifesto Marittimo della Spezia, sottoscritto durante il Forum alla presenza del ministro Nello Musumeci. Il documento individua le principali sfide del sistema-Mare, dalla sicurezza delle rotte alla transizione energetica, fino alla digitalizzazione, fissando al 2035 gli obiettivi di leadership marittima, sicurezza e crescita sostenibile.
Per Acampora il passaggio decisivo è trasformare le grandi trasformazioni in occasioni di sviluppo: «Non dobbiamo limitarci ad adattarci al cambiamento. Dobbiamo produrre le soluzioni per governarlo». Un percorso che, nelle sue parole, deve mettere attorno allo stesso tavolo imprese, porti, università, ricerca, finanza e istituzioni.