Regione Lazio, ok al documento finanziario. Frosinone e Latina resistono con il farmaceutico. Il Cassinate soffre

La Pisana ha approvato il Defr 2027-2029: Sud Lazio tra bassi redditi, gap femminile e crollo automotive. La partita-infrastrutture

Il Documento di Economia e Finanza Regionale 2027-2029 fotografa due province diventate il vero motore dell’export laziale ma ancora distanti dai livelli di reddito regionali. Sul tavolo: politica industriale anti-deindustrializzazione per il Frusinate, portualità e logistica per il Pontino, le Strategie Territoriali per i due capoluoghi e il nodo infrastrutturale della Roma-Latina. Il tutto in un contesto di riassorbimento del debito: “Le stime del quadro di finanza pubblica e la manovra di bilancio 2027-2029, si basano sulla norma della legge di bilancio dello Stato per l’annualità 2026 e anni pluriennali 2026-2028 che ha previsto che, a decorrere dal rendiconto 2025, il Fondo anticipazioni di liquidità non sia più accantonato nel prospetto dimostrativo del risultato di amministrazione”.

Questa nuova condizione della finanza pubblica regionale – spiega il Defr – comporta, per un verso, che la quota residua dei debiti di finanziamento, si riduca da 20,867 miliardi (rendiconto 2025) a 7,623 miliardi (rendiconto 2026) e, per altro verso, che la voce ‘quota accantonata nel risultato di amministrazione’ sia contabilizzato, a decorrere dal 2026, nella voce ‘contributo alla finanza pubblica’ da corrispondere allo Stato fino all’anno 2051.

Lo stop all’accantonamento del fondo anticipazioni di liquidità taglia il debito

Nel voluminoso quadro programmatico che accompagna il bilancio della Regione Lazio per il triennio 2027-2029, il Lazio meridionale occupa uno spazio che va molto oltre le abituali statistiche di coda. Frosinone e Latina emergono, dai dati che la Giunta del presidente Francesco Rocca mette nero su bianco, come il baricentro manifatturiero e commerciale della regione al netto di Roma – e proprio per questo diventano destinatarie di alcune delle scelte più significative del documento.

Il dato che ridefinisce la geografia economica del sud regionale è quello dell’interscambio con l’estero. Nel 2025 la provincia di Latina ha esportato per 10,3 miliardi di euro (erano 7,9 nel 2023), pari al 29 per cento di tutto l’export laziale; Frosinone ha toccato i 9,7 miliardi (da 6,6 del 2023), il 24,6 per cento del totale. Insieme, le due province valgono oltre la metà delle vendite all’estero della regione al netto di Roma.

Il motore è lo stesso per entrambe: il farmaceutico, che rappresenta l’81,5 per cento dell’export pontino e il 77,3 per cento di quello ciociaro. È la conferma, in cifre ufficiali, del consolidamento di una vera e propria pharma valley tra le due province. A Frosinone, il documento segnala anche il peso dei mezzi di trasporto (6,9 per cento) e degli apparecchi elettrici (4,3 per cento), mentre la bilancia commerciale provinciale chiude il 2025 con un attivo di 3,4 miliardi.

Pil pro capite, Roma irraggiungibile se guardata da Ciociaria e Pontino

Il rovescio della medaglia sta nel dato che la Regione registra con cautela: la produzione di autoveicoli nell’area di Cassino attraversa ‘difficoltà’, in una fase congiunturale segnata da costi energetici elevati e da un clima di fiducia negativo delle imprese industriali. È il riferimento più esplicito del DEFR alla crisi dello stabilimento di Piedimonte San Germano, tema che pesa sulle scelte di politica industriale territoriale.

Sul fronte del lavoro il triennio è stato positivo per entrambe: il tasso di disoccupazione di Frosinone è crollato dal 10,1 al 5,3 per cento (la riduzione più forte del Lazio), quello di Latina dall’8,9 al 5,9 per cento. Ma il documento avverte sul divario di genere: la disoccupazione femminile resta molto più alta di quella maschile, con uno sbilanciamento particolarmente marcato proprio in Ciociaria. Il reddito, infine, racconta la persistenza del gap: il Pil pro capite si ferma a circa 27mila euro in entrambe le province, contro i 42mila della media regionale, e il valore aggiunto per abitante resta sotto la media nazionale del 25 per cento a Frosinone e del 24 a Latina.

La scelta programmatica più evidente per la provincia di Frosinone è la conferma, nel programma di governo della XII legislatura, di “interventi di politica industriale territoriale specifici sulla provincia di Frosinone per contrastare la deindustrializzazione”. Si tratta di una misura ritagliata sul territorio – speculare a quella prevista per Rieti e Viterbo contro lo spopolamento – che nel monitoraggio 2024-2025 risultava in fase conclusiva attraverso gli interventi della L.R. 46/2002 proposti dal Consorzio Industriale del Lazio.

Automotive inserito per i fondi in ricerca, innovazione e sviluppo economico

Attorno a questo cardine ruotano gli strumenti a regia consortile: la Regione annuncia nuovi bandi sulla legge regionale 60/78 riservati ai Comuni con zona PIP e allo stesso Consorzio Industriale del Lazio, e finanziamenti per il recupero e la riqualificazione delle aree industriali (recuperabilità a fini produttivi o riconversione ad altri usi). Sul piano sociale, il DEFR ricorda inoltre l’operatività dei lavori di pubblica utilità e cittadinanza attiva nelle aree di crisi complessa di Frosinone e di Rieti, misura che tiene insieme reindustrializzazione e ammortizzatori. La Smart Specialisation Strategy regionale, infine, inserisce esplicitamente l’automotive tra i settori di specializzazione – un aggancio strategico non irrilevante alla luce della vertenza di Cassino.

Sul versante delle grandi opere, la scelta di maggior peso finanziario che interessa il sud è il corridoio Roma-Latina-Valmontone, per il quale il quadro programmatico indica una copertura di 286,84 milioni a valere sul Fondo Sviluppo e Coesione, destinata allo studio di fattibilità di soluzioni alternative per l’intersezione con il nodo stradale di Roma; l’attività è in capo al Commissario straordinario per la Cisterna-Valmontone.

Accanto a questo, il DEFR colloca tra le priorità per il 2027 gli interventi di intermodalità e logistica su interporti di Orte e Santa Palomba lungo la direttrice Roma-Latina, e conferma nel programma di governo il corridoio Gaeta-Formia e gli interventi sulla viabilità regionale. Per il turismo pontino compare l’ipotesi, ancora programmatica, di una “metropolitana del mare nel Pontino”, con potenziamento delle reti di collegamento verso le polarità attrattive della costa.

Direttrice Roma-Latina e corridoio Gaeta-Formia inseriti come prioritari

Il capitolo portuale contiene una scelta netta a favore del sud: il porto di Gaeta è indicato come scalo “di riferimento per il distretto produttivo del sud pontino”, a fianco degli investimenti sull’agroalimentare che prevedono il potenziamento dei collegamenti con il MOF di Fondi (Mercato ortofrutticolo) e con il CAR di Guidonia. Sul MOF il documento rendiconta anche un intervento già avviato: una piastra energetica polivalente con fotovoltaico e climatizzazione sull’immobile di proprietà regionale.

Per i due capoluoghi il DEFR conferma le Strategie Territoriali cofinanziate dal FESR 2021-2027 (Azione portante 22, dotazione complessiva di 140 milioni condivisa con Rieti, Viterbo e Roma): Frosinone e Latina hanno ciascuna la propria strategia in attuazione incentrate su rigenerazione urbana, recupero di aree dismesse e politiche abitative.

Sul fronte della conoscenza spicca il contributo all’Università della Tuscia per la realizzazione di una sede distaccata nella provincia di Latina (art. 53 della L.R. 15/2025), mentre per la Ciociaria il documento ricorda la convenzione con l’Università di Cassino per la valorizzazione e digitalizzazione del patrimonio antico. Per Latina città è previsto inoltre un contributo straordinario per l’installazione e l’implementazione dei sistemi di videosorveglianza, e restano in campo gli interventi complementari per il recupero dell’ex carcere borbonico dell’isola di Santo Stefano e i servizi essenziali di Ventotene.

Il pacchetto ambientale per il litorale, il bilancio Pnrr delle due province

Il DEFR dà conto di un pacchetto ambientale che riguarda direttamente il litorale e le aree interne meridionali: la difesa della costa a Minturno (11 pennelli) e a Latina (scogliere di Foce Verde), la riqualificazione del Rio Santa Croce tra Formia e Minturno, la prosecuzione della bonifica della Valle del Sacco e gli interventi di valorizzazione naturalistica nella Valle di Comino (sentiero Settefrati-Canneto, Gole del Melfa, Sentiero della Shoah), quest’ultima inserita anche tra le aree interne destinatarie di interventi su viabilità e sicurezza stradale. Nel Pontino, la Strategia Aree Interne dei Monti Lepini coinvolge nove Comuni della provincia di Latina (Bassiano, Cori, Maenza, Norma, Priverno, Rocca Massima, Roccagorga, Roccasecca dei Volsci, Sermoneta).

Sul PNRR il documento offre la fotografia più aggiornata: alla provincia di Latina risultano assegnati 859,94 milioni su 4.898 progetti (28 per cento conclusi), a Frosinone 829,02 milioni su 4.384 progetti (20 per cento conclusi) – volumi che collocano il sud subito dietro Roma. In sanità, infine, i dati sui ricoveri segnalano per la ASL di Frosinone il calo più profondo del decennio (-35,9 per cento dal 2013), seguito da una lieve ripresa negli ultimi due anni legata all’invecchiamento della popolazione, con dinamica analoga per la ASL di Latina.

Nel Lazio, il tasso di natalità si è ridotto passando 8,4 figli ogni 1.000 abitanti nel 2015 agli attuali 5,6; nelle province il tasso più basso riguarda la provincia di Viterbo (4,8 figli ogni 1.000 abitanti) mentre è superiore alla media regionale nella provincia di Latina (5,9 per 1.000), Frosinone è a 5,8 nati per mille abitanti. Il tasso di mortalità regionale si è ridotto lievemente nell’ultimo decennio (da 11,2 decessi ogni 1.000 abitanti a 10,6); tassi superiori alla media si osservano nelle province di Viterbo (11,7 per mille), Rieti (12,7 per mille) e Frosinone (12,1 per mille), Latina a 10,4% per mille abitanti.

Ma le multinazionali dei farmaci non colmano le fragilità dei territori

Il messaggio che il DEFR 2027 consegna al Lazio meridionale è duplice. Da un lato la certificazione che Frosinone e Latina sono due province ormai indispensabili all’export regionale, trainate essenzialmente dal polo farmaceutico. Dall’altro, il riconoscimento delle fragilità storiche: il gap di reddito, la questione femminile sul lavoro e, soprattutto, la vulnerabilità del comparto automotive cassinate, cui la Regione risponde con l’unico intervento di politica industriale “su misura” del documento.

Per il Pontino la partita si gioca invece su infrastrutture, portualità e logistica, con la Roma-Latina come opera-simbolo. Molte di queste voci, va detto, restano nel programma di governo pluriennale senza una copertura finanziaria ancora disaggregata per provincia: saranno la manovra di bilancio, e i successivi atti attuativi, a dire quanto di questo disegno diventerà effettivamente concretezza. Occorrerà osservare e monitorare soprattutto quella fase di allocazione delle cifre aspettando fiduciosi i risultati.

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Stefano Di Scanno
Stefano Di Scanno
Giornalista Professionista

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