Il polo farmaceutico di Aprilia torna a fare i conti con una nuova emergenza occupazionale. Dopo la crisi della Kes-Koch-Glitsch, arrivano gli esuberi annunciati dalla multinazionale Recordati: 55 lavoratori coinvolti, tra operai e impiegati. Alla base della riorganizzazione, secondo quanto comunicato dall’azienda, la crescente concorrenza dei mercati cinese e indiano e un calo produttivo previsto almeno fino al 2029.
Un altro duro colpo per il lavoro ad Aprilia e provincia. Un’altra tegola su uno degli zoccoli duri dell’industria locale e, in particolare, sul polo farmaceutico che da decenni rappresenta una componente fondamentale del tessuto produttivo del territorio.
Gli esuberi dovrebbero riguardare 48 operai e 7 impiegati.
Una notizia che assume un peso particolare per Aprilia, considerando il ruolo storico che l’azienda ha avuto nello sviluppo industriale della città. Proprio nello stabilimento di Campoverde, infatti, nel 1959 prese forma uno dei primi insediamenti del comparto chimico-farmaceutico apriliano.
La decisione dell’azienda, comunicata a Unindustria e alle organizzazioni sindacali, prevede il taglio del 25% delle linee operative, la chiusura del reparto 337 e anche lo stop al presidio infermieristico interno. Una riorganizzazione che incide quindi non soltanto sull’organico, ma anche sull’assetto produttivo dello stabilimento.
Secondo quanto riferito, l’azienda avrebbe inoltre escluso il ricorso agli ammortizzatori sociali, come la cassa integrazione o i contratti di solidarietà, procedendo invece con il ridimensionamento delle linee produttive e con gli esuberi annunciati.
A pesare sulle prospettive dello stabilimento sarebbero la crescente concorrenza dei mercati cinese e indiano e un calo della produzione previsto almeno fino al 2029, elementi che avrebbero portato l’azienda a intervenire sull’organico.
L’annuncio arriva a pochi mesi dalla vicenda che riguarda il vicino sito della Kes, meglio nota come Koch-Glitsch, azienda specializzata nella progettazione e produzione di componenti interni per torri di distillazione e per il trasferimento di massa.
Anche in questo caso la situazione occupazionale resta delicata. Da mesi i lavoratori sono in stato di agitazione a seguito delle decisioni aziendali legate al piano di delocalizzazione, che mette a rischio circa il 40% della forza lavoro dello stabilimento, pari a oltre 60 dipendenti.
Proprio in questi giorni, alcune indiscrezioni avevano fatto riferimento a un accordo raggiunto tra i vertici aziendali per scongiurare i massicci licenziamenti. Un’intesa che, tuttavia, sarebbe poi sfumata e rinviata, aggiungendo ulteriore preoccupazione sul fronte occupazionale.
E ora l’attenzione si sposta sulla Recordati, un’azienda che rappresenta da decenni un punto fermo dell’economia del territorio, la cui presenza ad Aprilia affonda le proprie radici nel 1959 e si intreccia persino con la storia dei toponimi della città.
Secondo la ricostruzione storica locale, i fratelli Recordati avrebbero comunicato all’allora sindaco Rossetti che, se non fosse stato modificato il nome della località di Campomorto, avrebbero scelto un altro luogo per produrre farmaci.
La nascita dello stabilimento rappresentò quindi un passaggio importante per lo sviluppo industriale di Aprilia e contribuì, negli anni, alla trasformazione economica e sociale dell’area.
Oggi, a distanza di decenni, l’annuncio dei nuovi esuberi riporta però al centro dell’attenzione il futuro occupazionale dello stabilimento e le conseguenze che le decisioni aziendali potrebbero avere sui lavoratori e sulle loro famiglie.
Recordati, nuovo colpo al lavoro ad Aprilia: annunciati 55 esuberi
Annunciato un piano di riorganizzazione nello storico sito di Campoverde, tra le cause la crescente concorrenza dei mercati cinese e indiano
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