Non ci fu favoreggiamento nell’omicidio di Erik D’Arienzo, i motivi dell’assoluzione di Andrea Tarozzi

Secondo il giudice non c'è prova del tentativo di sviare le indagini da Fabrizio Moretto, sospettato del delitto e ucciso quattro mesi dopo

Non solo Andrea Tarozzi non ha messo in atto un concreto tentativo di depistare le indagini sull’omicidio di Erik D’Arienzo, consumato la notte del 30 agosto del 2020 sulla statale Pontina vicino Borgo San Donato da Latina e Sabaudia, ma non c’è prova del favoreggiamento di Fabrizio Moretto detto Pipistrello, il cinquantenne che si trovava quella notte con la vittima ed era sospettato del delitto, poi ucciso a sua volta quattro mesi dopo, la sera del 21 dicembre di sei anni fa, con un colpo di pistola davanti casa vicino Bella Farnia.

In quattordici pagine il giudice Eugenia Sinigallia del Tribunale di Latina motiva la sentenza con cui lo scorso marzo ha assolto Andrea Tarozzi, il 37enne di Bella Farnia assistito dall’avvocato Antonio Orlacchio, trovato quella notte sul luogo dell’aggressione mortale del 29enne Erik D’Arienzo, morto dopo una settimana di ricovero per le complicazioni respiratorie delle ferite inferte a colpi di piccone. Tarozzi era accusato di simulazione di reato e favoreggiamento personale, ma il giudice ha stabilito che il fatto non sussiste.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori dei carabinieri, anche sulla base delle dichiarazioni delle persone coinvolte, Fabrizio Moretto ed Erik D’Arienzo avevano trascorso la serata insieme e quando è avvenuta l’aggressione fatale tornavano in scooter da Latina. Tra i due c’era stata una discussione per un piccolo debito di droga che avevano accumulato con uno spacciatore perché il più giovane dei due non aveva pagato lo stupefacente. La ricostruzione resta solo un sospetto, perché pochi mesi più tardi Pipistrello fu ucciso. Fatto sta che la notte della morte di D’Arienzo, Moretto era andato a chiedere aiuto al fratello e in casa aveva trovato anche Tarozzi.
L’accusa di simulazione di reato deriva dal fatto che quest’ultimo, quando erano giunti sul luogo dove Erik D’Arienzo giaceva in fin di vita, aveva allertato il 112 per chiedere i soccorsi per il loro amico, sostenendo che avevano visto l’investimento, alludendo a un incidente stradale. Secondo il giudice il fatto non sussiste perché il contenuto di questa telefonata era emersa solo in un secondo momento e quella sera Tarozzi non aveva fornito alcuna dichiarazione ai carabinieri; mentre il giorno dopo, quando era stato chiamato in caserma, aveva dichiarato ciò che Pipistrello gli aveva riferito, ovvero che D’Arienzo era caduto dal suo scooter mentre rientravano da Latina.
Proprio in base a quest’ultima dichiarazione gli veniva contestato il favoreggiamento personale, ma su questo aspetto il giudice ha ravvisato che non c’è prova del fatto che Tarozzi fosse a conoscenza dell’aggressione e che quindi abbia cercato di coprire il cinquantenne. D’altro canto anche i carabinieri, inizialmente, avevano ritenuto attendibile la ricostruzione che la vittima fosse scivolata dallo scooter. Erik D’Arienzo aveva lesioni al volto e fratture a un braccio e quella notte, in un luogo non illuminato, Tarozzi non era in grado di capire autonomamente che era stato aggredito. Tant’è vero che per stabilire che le lesioni erano state inferte con un oggetto acuminato come un piccone, era servita una visita del medico legale già l’indomani in ospedale, prima ancora dell’autopsia disposta in seguito al decesso.
Per questo è credibile che Fabrizio Moretto avesse mentito a tutti, compreso Andrea Tarozzi. L’altra verità era emersa solo nelle settimane successive, ma la vendetta per Pipistrello è arrivata prima della Giustizia. Ma il suo omicidio sembra destinato a restare in archivio come un caso irrisolto, perché poggia su indizi deboli l’inchiesta che indica come l’autore della fredda esecuzione Ermanno D’Arienzo, il padre di Erik, un uomo con un passato di primo piano nella malavita latinese.

- Pubblicità -
Redazione
Redazione
Giornale digitale fondato nel 2022 con l'intento di offrire al territorio "Una voce oltre la notizia". Nasce dall'esigenza di un gruppo di giornalisti ed esperti di comunicazione di creare un canale di informazione attendibile, laico e indipendente che dia voce ai cittadini, alle imprese, ai lavoratori, agli studenti!

CORRELATI
ALTRI ARTICOLI

Fondi, l’esplosione nella notte vicino casa del sindaco: timori e ipotesi

Il fatto circa un mese fa. Inizialmente si è temuto potesse essere un ordigno: il primo cittadino si dice sereno riferendosi a un petardo

Incidente sul lavoro a Ostia, la vittima di Cisterna Daniele Bellisari e il cordoglio della città

Sulla morte del 46enne è intervenuto anche il sindaco Mantini: "La perdita di una vita sul luogo di lavoro è una tragedia"

Spari in strada nel centro di Latina, indaga la Polizia

Ieri notte esploso almeno un colpo di pistola in via Mameli, caccia all’autore: avrebbe avuto una lite con una donna

Incendio a Santi Cosma e Damiano, ipotesi piromani nella frazione di Ventosa

Opera di spegnimento complessa anche per il forte vento. Le fiamme hanno minacciato anche alcune abitazioni

Spaventoso scontro tra due auto all’incrocio, paura per due uomini a Latina

Una delle vetture è finita nel fosso, l'altra si è fermata dopo un testacoda. Dinamica al vaglio della Polizia Locale

Escursionisti dispersi al Circeo: prima il recupero in elicottero, poi la multa

Due ragazzi sono stati soccorsi sul Promontorio all’interno del Parco Nazionale del Circeo. Per entrambi è scattata una sanzione
- Pubblicità -

Condividi sui social

- Pubblicità -

Più letti

- Pubblicità -
- Pubblicità -