Sarebbe partito da un fuoco utilizzato il giorno precedente per bollire le conserve di pomodoro l’incendio boschivo che lo scorso 10 agosto ha interessato località Sariana, a Gaeta, bruciando circa un ettaro di macchia mediterranea.
È quanto ricostruito dai Carabinieri Forestali di Latina, che al termine degli accertamenti hanno denunciato alla Procura della Repubblica di Cassino il proprietario del fondo, indicato come presunto responsabile dell’incendio boschivo.
Gli accertamenti sono partiti dall’analisi dell’area attraversata dalle fiamme. Per individuare l’origine del rogo i militari hanno utilizzato il Metodo delle Evidenze Fisiche, una tecnica investigativa che prende in considerazione elementi come vegetazione bruciata, vento, caratteristiche del terreno e tracce lasciate dal passaggio del fuoco.
L’esame ha portato gli investigatori fino al punto d’innesco, individuato al margine di un braciere rustico presente su un terreno agricolo.
Il ramo d’olivo rimasto acceso
I successivi riscontri e le testimonianze raccolte hanno permesso di ricostruire cosa sarebbe accaduto.
Secondo gli accertamenti, il giorno precedente era stato utilizzato un ramo d’olivo per alimentare il fuoco acceso all’interno di un fusto metallico per la bollitura delle conserve di pomodoro. Il ramo avrebbe continuato lentamente a bruciare e le operazioni effettuate per spegnerlo non sarebbero state sufficienti.
Con l’alzarsi del vento, il fuoco si sarebbe quindi esteso alla vegetazione circostante, dando origine all’incendio.
I Forestali contestano al proprietario del terreno profili di imperizia e negligenza nella gestione e nello spegnimento delle fiamme. L’uomo è stato denunciato in stato di libertà per l’ipotesi di incendio boschivo prevista dall’articolo 423 bis del Codice penale.
Le immagini allegate al comunicato mostrano anche i sopralluoghi effettuati dai Carabinieri Forestali nell’area interessata e il fusto metallico individuato durante gli accertamenti.
Il procedimento è nella fase delle indagini preliminari e per l’indagato vale la presunzione di non colpevolezza fino a eventuale condanna definitiva