Si è risolto con un colpo di scena inatteso il caso della ragazza rapinata nel distributore di carburanti di via Epitaffio giovedì sera. Il bandito si è costituito ieri notte presentandosi in Questura: si tratta di un 27enne che vive a poca distanza dalla stazione di servizio e sostiene di essere stato lui a intimorire la giovane di Latina Scalo sbucando da un cespugli con un passamontagna calato sul volto e il coltello in pugno. È indagato in stato di libertà.
Nel corso della notte il ragazzo è stato ascoltato dagli investigatori della Polizia, che tra l’altro avevano già avuto a che fare con lui nell’aprile del 2024. Sempre lui era stato sospettato, due anni fa, di avere rapinato due donne nel centro di Latina. Soffre di disturbi della personalità e per questo, in quell’occasione, non era finito in carcere.
Questa volta si è risparmiato le sbarre scegliendo di costituirsi in Questura.
Il 27enne tra l’altro ha fornito una descrizione dei fatti compatibile con la ricostruzione della Polizia. La sera della rapina era uscito allo scoperto quando aveva visto la giovane, sola, scendere dall’auto per fare rifornimento. Ma lei, quando lo aveva visto, era scappata in strada urlando per la paura.
Lui aveva cercato di seguirla perché voleva che gli consegnasse dei contanti, ma quando si era accorto che cercava di richiamare l’attenzione dei passanti, era tornato nel distributore e aveva preso la macchina della ragazza per scappare.
Anche la via di fuga è compatibile col profilo del giovane reo confesso, perché il bandito aveva lasciato via Epitaffio per imboccare strada Piscinara Sinistra dove si era disfatto del telefono della vittima, lanciandolo a bordo strada. Poco più avanti in strada dell’Uccellara aveva abbandonato la vettura, una Fiat Panda, in un punto non troppo lontano per tornare a casa a piedi.
Tant’è vero che i poliziotti della Squadra Volante non lo avevano incrociato per un soffio. Le circostanze erano state favorevoli al 27enne, perché la vittima era stata aiutata da un passante e aveva allertato il 112 solo una volta arrivata a Latina Scalo. L’unica pattuglia di polizia presente quella sera aveva prima dovuto ascoltare la ragazza per raccogliere una ricostruzione dei fatti e un identikit del bandito, poi aveva potuto avviare le ricerche, trovando sia il telefono che l’auto.
Nel frattempo il bandito era riuscito a nascondersi, ma a distanza di ventiquattro ore dalla rapina si è ravveduto e ha deciso di presentarsi in Questura per vuotare il sacco.