di Marco Lucchetti e Fabrizio Franzini
Probabilmente in pochi, in città, sanno che il 23 agosto si è tenuto a Bucarest il concerto di apertura del George Enescu International Competition 2026, eseguito dalla Romanian Radio National Orchestra sotto la bacchetta di Cristian Măcelaru, direttore di fama mondiale e alla guida della prestigiosa Cincinnati Symphony Orchestra e dell’Orchestre National de France. Una notizia che potrebbe sembrare distante dalle cronache locali, se non fosse che tra le composizioni in programma quella sera figurava un brano firmato dal M° Diego Santamaria, violoncellista e compositore di Latina.
Il legame con la kermesse romena nasce nel 2024, quando il Maestro Santamaria si aggiudica il Premio Originalità al concorso internazionale di composizione George Enescu (al quale è consentito partecipare esclusivamente con composizioni mai eseguite in pubblico) con il brano per grande orchestra “The Stone and the Ivy” (La pietra e l’edera), davanti a una giuria di primissimo piano presieduta da Zygmunt Krauze. Chi vince il concorso ottiene un privilegio raro per un autore contemporaneo: vedere la propria opera eseguita da un’orchestra di livello internazionale, in un contesto di grande visibilità.
Santamaria ha studiato al Conservatorio Respighi di Latina, poi all’Accademia di Musica di Cracovia, al Morlacchi di Perugia, e si è perfezionato al Conservatorio nazionale superiore di Lione. Scrive musica strumentale e lavora spesso con altre forme d’arte: danza contemporanea, teatro, cinema. In questo periodo sta portando avanti un dottorato di ricerca artistica all’Accademia di Belle Arti di Napoli che a breve lo porterà in Belgio dove, tra gli altri, avrà la possibilità di collaborare con Lukas Ligeti (figlio del celebre György Ligeti), che dal 2024 è professore di composizione al Conservatoire Royal de Bruxelles.
Nella sala dell’Ateneo Romeno, domenica sera, la musica di Santamaria è stata ascoltata da un pubblico appassionato. Noi invece, che abbiamo seguito la diretta da qui, provavamo un sentimento di orgoglio profondo. Si sa che la vita degli artisti è in continuo movimento, e speriamo che questa sia solo la prima di tante incursioni di Santamaria nelle orchestre d’Europa e del mondo. Allo stesso tempo ci auguriamo di rivederlo presto.