Guerre, crisi internazionali, diplomazia e ricerca del dialogo saranno al centro dell’appuntamento in programma giovedì 27 agosto alle 20, al Chiostro di San Domenico di Fondi. L’occasione è la presentazione di “Pace in tempo di guerra”, il libro di Mario Giro, edito da Guerini e Associati, che diventa il punto di partenza per un confronto su uno dei temi più delicati dell’attualità internazionale.
L’incontro rinnova anche il rapporto tra Fondi e la Comunità di Sant’Egidio, che negli anni ha fatto della città pontina uno spazio di discussione sui grandi temi della società, della politica internazionale e della vita delle comunità.
A confrontarsi con l’autore saranno figure di primo piano del mondo istituzionale, religioso e culturale. È annunciata la presenza di Antonio Tajani, ministro degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale, di Andrea Riccardi, presidente della Società Dante Alighieri e fondatore della Comunità di Sant’Egidio, di monsignor Luigi Vari, arcivescovo di Gaeta, e di Marco Impagliazzo, presidente della Comunità di Sant’Egidio. A moderare il confronto sarà il giornalista e vaticanista del Tg2 Rosario Carello.
Il titolo del libro offre già la chiave di lettura della serata: come parlare di pace quando la guerra è tornata a essere una presenza concreta nello scenario internazionale? E quale ruolo possono avere diplomazia, istituzioni, comunità religiose e società civile nella costruzione di percorsi capaci di superare conflitti e contrapposizioni?
Temi che, nel Chiostro di San Domenico, saranno affrontati mettendo insieme esperienze e punti di vista differenti, in un momento storico segnato da tensioni geopolitiche e conflitti che continuano a modificare gli equilibri internazionali.
«La pace non può essere considerata una parola astratta o un semplice auspicio: deve diventare un impegno quotidiano», sottolinea il sindaco di Fondi Vincenzo Carnevale, che considera la presenza di ospiti di questo livello «un’importante occasione di riflessione» per la comunità.
L’appuntamento sarà anche un’occasione per riportare il Chiostro di San Domenico al centro della vita culturale cittadina, attraverso un incontro aperto al pubblico e rivolto in particolare alle nuove generazioni.