Pedemontana di Formia: i comitati chiedono un tavolo di lavoro sul progetto

L'opera, di indiscutibile valore strategico per la mobilità del quadrante meridionale del Lazio, presenta oggi nodi irrisolti

Il Comitato Pontone presieduto dall’ex deputato Raffaele Trano e il Comitato per l’incolumità permanente degli abitanti di Formia guidato dall’ex assessore di Formia Gaetano Quercia, hanno presentato ad ANAS, al Ministero delle Infrastrutture e dell’Ambiente, alla Regione Lazio, all’Astral e agli amministratori locali, onorevoli e senatori della zona, una richiesta di incontro per un aggiornamento sul progetto della Pedemontana di Formia. “Facendo seguito – si legge nella comunicazione inviata – all’audizione svoltasi presso la VI Commissione Consiliare Permanente della Regione Lazio (n. 35 del 21/04/2026), i sottoscritti rappresentanti dei comitati civici del Sud Pontino formulano formale richiesta di incontro in merito allo stato di avanzamento del progetto della Pedemontana di Formia.  L’opera, di indiscutibile valore strategico per la mobilità del quadrante meridionale del Lazio, presenta oggi nodi irrisolti che ne minano la fattibilità, l’efficacia e la sostenibilità socio-ambientale e idrogeologica. L’esame del resoconto della citata audizione evidenzia forti elementi di preoccupazione che riteniamo indispensabile affrontare con urgenza all’interno di un tavolo di confronto tecnico-istituzionale tra ANAS, Regione Lazio e le rappresentanze del territorio. Nello specifico- prosegue la lettera di Trano e Quercia –  indichiamo le seguenti priorità:

1 Stallo del cronoprogramma ed espropri: Nonostante la nomina dell’A.D. di ANAS a Commissario Straordinario – figura chiave per imprimere velocità all’iter –, le scadenze ipotizzate dall’ ing. Nardocci in audizione per maggio (avvio delle procedure espropriative) e giugno (Conferenza di Servizi decisoria) sono state disattese e rinviate a data da destinarsi.

2 Nodo viario di Via dell’Agricoltura e Via S. Agostino: Per evitare la paralisi causata dal traffico pesante (stimato in circa 2.000 TIR al giorno) ricadente a imbuto su Via Flacca da Via Canzatora,si è avviato un procedimento per il prolungamento progettuale verso la piana di S. Agostino (ulteriore impegno da 12 milioni di euro, oltre ai 9 già stanziati. Le comunità locali chiedono trasparenza per comprendere se e quando questo secondo tratto diventerà parte integrante del progetto originario.

3 Tutela dell’assetto idrogeologico e idrico: Lo scavo delle gallerie (circa 1.300.000 m³ di roccia estratta in contesto carsico) minaccia direttamente l’acquifero dei campi pozzi dell’Acerbara e la sorgente Mazzoccolo, risorsa vitale per l’intero Golfo di Gaeta. Servono garanzie scientifiche e definitive per scongiurare interferenze o inquinamenti della falda in corso d’opera che causerebbero immediato e prolungato blocco dei lavori.

4 Vincoli e tutela archeologica: Chiediamo riscontri ufficiali sullo stato di ottemperanza alle prescrizioni della Soprintendenza ABAP, in particolare sulle interferenze del tracciato con la fascia di rispetto della monumentale Tomba di Cicerone.

5 Conflitti di pianificazione urbanistica: Nel Comune di Formia risultano, se non già autorizzati, in fase di prossima autorizzazione interventi edilizi privati ricadenti proprio sulle aree destinate ai cantieri. In assenza di immediate norme di salvaguardia in Conferenza di Servizi, chiediamo come si intenderà dirimere il conflitto tra i diritti acquisiti dai privati e l’opera pubblica.

6 Prescrizioni ministeriali e partecipazione cittadina: Sul progetto pendono nove rigide prescrizioni di ottemperanza ambientale dettate dal MASE (decreto VIA) relative alla gestione delle terre e rocce da scavo e al monitoraggio ambientale delle falde. Tali adempimenti, unitamente alla mancanza di un percorso partecipativo con la cittadinanza e a un orizzonte temporale che ipotizza l’avvio dei lavori non prima del 2029, impongono un momento di totale chiarezza e condivisione da parte di Anas.

7 Lievitazione dei costi e sostenibilità finanziaria: Esprimiamo viva preoccupazione per la costante impennata dei costi: dai 335 milioni del PFTE 2023 si è passati ai 532,25 milioni di fine 2024, fino ad arrivare agli attuali 651 milioni di euro. Chiediamo che la capogruppo Proger S.p.A. aggiorni tempestivamente l’analisi costi-benefici. Inoltre, a fronte di coperture finanziarie effettive pari a soli 79,25 milioni di euro e considerato che l’infrastruttura è configurata come lotto unico indivisibile, l’assenza di integrale copertura espone il territorio al rischio concreto di una gigantesca incompiuta. Ai senatori Calandrini, Durigon e Fazzone, tanto attivi e propositivi sui mezzi d’informazione, chiediamo che altrettanto zelo venga dimostrato nelle sedi istituzionali per il reperimento delle ingentissime risorse necessarie per l’opera. In proposito si è fermamente in attesa di conoscere anche se vi è sempre stata e si vi è ad oggi una costante interlocuzione tra l’Anas, Ministero dei trasporti e delle Infrastrutture e Ministero dell’Ambiente in relazione al rapporto tra le spese da sostenersi per le progettazioni in corso e le spese per la realizzazione materiale dell’opera.

8 Tempistiche reali di apertura cantieri: Chiediamo ad ANAS e a Proger S.p.A. un aggiornato cronoprogramma certo e vincolante circa la data effettiva di avvio delle lavorazioni, costantemente slittata in avanti già a partire dal lontano 2023.

9 Interventi d’emergenza sulla viabilità ordinaria: Riteniamo, infine, che, in attesa della complessa e temporalmente lontana realizzazione della Pedemontana fino alla piana di S. Agostino, sia improcrastinabile il reperimento di risorse economiche immediate per la manutenzione e la messa in sicurezza della viabilità ordinaria, ormai del tutto paralizzata e insostenibile non solo per la città di Formia, ma per l’intero comprensorio del Sud Pontino.” Quindi i due Comitati chiedono la convocazione di un tavolo di lavoro urgente presso la sede dell’ANAS.

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