È morto questa mattina, alle 7, all’ospedale Santa Maria Goretti, Giorgio Nardin, 73 anni, ex assessore all’Urbanistica e figura di primo piano della politica cittadina tra gli anni Novanta e i primi anni Duemila.
Commerciante e residente a Campo di Carne, dove era molto conosciuto e attivo nella vita del quartiere, Nardin aveva iniziato il suo percorso politico nella Democrazia Cristiana, seguendo da vicino Antonio Bragalone, esponente democristiano particolarmente influente nella politica locale tra gli anni Settanta e Ottanta.
Tra i primi ad aderire a Forza Italia, Nardin venne eletto nel 1995. Erano gli anni della cosiddetta stagione dei sindaci e dell’affermazione del berlusconismo. In quella tornata elettorale Gianni Cosmi riuscì a imporsi sul favorito Edoardo Orsini.
Pochi mesi dopo, Nardin, eletto all’opposizione, fu tra i protagonisti del cosiddetto “ribaltone”, uno degli episodi più discussi e controversi della politica cittadina nel passaggio dalla Prima alla Seconda Repubblica. Da quella fase arrivò anche l’incarico di assessore all’Urbanistica, ruolo che lo rese uno dei protagonisti della vita amministrativa della città.
Nardin venne rieletto nel 1999. Nel 2002, con la candidatura di Luigi Meddi, fu invece costretto a fare un passo indietro, anche perché il suo nome era ormai legato a una stagione politica che all’epoca era oggetto di forti critiche. Tornò comunque in consiglio nel 2005, proseguendo il proprio impegno politico.
Negli anni successivi rimase una presenza conosciuta della politica locale e della comunità di Campo di Carne, mantenendo rapporti con il mondo politico e con il territorio al quale era profondamente legato.
Giorgio Nardin lascia la moglie Loredana, i figli William e Mirko e i nipoti. I funerali si svolgeranno lunedì 17 agosto a Campo di Carne.