Un anno dopo la tragedia che è costata la vita a Federico Salvagni, Terracina ha ricordato il giovane con un momento commemorativo, lutto collettivo e appello alla responsabilità dedicato alla sua memoria e alla sicurezza stradale.
Questa mattina sul luogo dell’incidente, lungo la ex provinciale per San Felice Circeo, si sono vissuti momenti di grande commozione nel ricordo del giovane morto a soli 16 anni, investito da un’auto in corsa.
Alla commemorazione erano presenti – oltre a familiari e amici – anche tanti cittadini che hanno voluto omaggiare il ricordo del ragazzo.
L’iniziativa è nata anche con l’obiettivo di trasformare il ricordo in un momento di consapevolezza, affinché una tragedia così dolorosa possa contribuire a richiamare l’attenzione sul tema della sicurezza stradale, al fine di evitare altre tragedie.
Federico Salvagni un anno fa rientrava da una festa di Ferragosto, camminando insieme al fratello e a un amico. Il conducente dell’auto che lo investì scappò senza prestare soccorso. A qualche ora di distanza dall’incidente gli agenti della Polizia di Stato di Terracina, in collaborazione con i militari dell’Arma dei Carabinieri, fermarono un uomo di 48 anni, indagato con l’accusa di omicidio stradale e omissione di soccorso, tuttora detenuto in carcere: è sotto processo, la prossima udienza è stata fissata per il 23 settembre.
«Federico era amato da tutti, e in ogni occasione tutti quelli che lo hanno conosciuto e gli hanno voluto bene vengono a rinnovare l’amore per lui». Così il papà di Federico Salvagni ha salutato i tanti che hanno voluto partecipare alla cerimonia. Un’occasione per ricordare Federico, come ha sottolineato il Sindaco Francesco Giannetti, per rinnovare la sua memoria e la vicinanza alla famiglia, ma anche un’occasione di riflessione condivisa. «È un dolore che tutta la nostra comunità porterà sempre nel cuore. Da subito ci siamo impegnati e continuiamo a farlo come Amministrazione per la messa in sicurezza di questa strada con attraversamenti e dissuasori, ma non basta. Dobbiamo essere consapevoli che quando ci mettiamo in macchina abbiamo un porto d’armi, che è la patente, e un’arma che è l’auto stessa. Dobbiamo usarla nel modo giusto, rispettare il codice della strada, perché questo significa rispettare la propria vita e quella degli altri. Un pensiero importante da trasmettere a tutti, perché tragedie come queste non si ripetano», ha dichiarato il primo cittadino.
Il papà di Federico ha ricordato come in Italia 400 persone muoiono per armi da fuoco, 3000 per incidenti stradali, per questo ha sottolineato la necessità di un intervento deciso delle istituzioni. Con lui anche la mamma di Federico, che ha ringraziato tutti per la presenza, e la cugina del giovane. La Polizia Locale di Terracina sta mappando tutte le aree maggiormente interessate da incidenti stradali, ha spiegato il comandante Mauro Renzi, che ha ribadito l’impegno perché Federico non venga dimenticato.
Dopo il ricordo, la mamma e il papà di Federico, insieme al Sindaco di Terracina, hanno deposto un omaggio floreale nel punto in cui il giovane ha perso la vita. Quindi un minuto di raccoglimento e un momento di preghiera con don Paolo Lucconi, che ha ricordato lo striscione nel giorno del funerale di Federico: «Orgoglio, di averlo avuto come figlio e come amico, e amore eterno. Un amore che non ci separa – ha detto. È una chiamata alla responsabilità per noi adulti e una testimonianza per i giovani, ma una sensibilizzazione delle nostre coscienze, affinché ci sia più sicurezza di vita per tutti».