Ci si affanna a sostenere la tesi secondo cui il vincolo alberghiero presente sull’area del quartiere Q3 dove è stata realizzata una struttura commerciale non sarebbe mai esistito, e si trascura di considerare che l’amministrazione Coletta, prima nel 2018 e poi nel 2021, con due distinte delibere della giunta aveva provveduto a rimuovere quel vincolo dalla preesistente destinazione turistico ricettiva. Dunque il vincolo urbanistico c’era.
E ammesso che quella variante sia legittima, l’attuale destinazione urbanistica dell’area è quella turistico ricettiva, che consentirebbe al proprio interno la presenza di attività commerciali legate al turismo in ragione del 30 per cento delle superfici edificabili: cosa ci fanno lì tre medie strutture di vendita che occupano per intero l’area turistico ricettiva? Cosa c’entrano tre supermercati con il turismo? Chi ha consentito che venissero rilasciati tre distinti permessi a costruire? Gli uffici responsabili di questa forzatura, rilasciando tre titoli che rappresentano ciascuno il 30 per cento della superficie edificabile, pensavano che così facendo nessuno si sarebbe accorto che tutte e tre insieme quelle strutture occupano, sotto lo stesso tetto di un unico fabbricato, il 100 per cento del volume realizzabile?
Ci si affanna a disquisire su chi sia titolare della competenza sulla complanare della statale Pontina, perché le distanze di rispetto da via Ferrazza cambiano se la strada è comunale oppure statale, e anche qui si trascura che i legali delle imprese commerciali che operano nella struttura di via del Lido in odore di lottizzazione abusiva, stanno dialogando da tempo con Anas per cercare di ottenere i due passi carrabili su via Ferrazza previsti dal progetto che aveva ottenuto il permesso di costruire.
Dunque di chi è la competenza su via Ferrazza? Dell’Anas. E quindi la struttura commerciale è stata costruita troppo vicino alla complanare della statale Pontina.
Dopo due distinte inchieste penali, due sequestri preventivi, quattro udienze di riesame e due sentenze della Corte di Cassazione, è tutto fin troppo chiaro, ma i giudici del Tribunale di Latina che costituiscono il collegio di Riesame che per la quinta volta dovrà pronunciarsi sulla vicenda, hanno avvertito la necessità di rinviare la decisione che avrebbero dovuto prendere dopo l’udienza del 23 giugno scorso, per ammettere al fascicolo una relazione di verificazione disposta a suo tempo dal Tar e svolta da un ingegnere.
Quella relazione di 48 pagine, si occupa quasi esclusivamente del vincolo alberghiero, della competenza sulla complanare via Ferrazza e dei relativi passi carrabili. Aspetti sui quali non c’è molto da ragionare. Ma la materia, secondo i giudici di Latina, è delicata e complessa e merita ogni possibile approfondimento.
Ma per tutelare chi? Gli imprenditori che secondo la Procura della Repubblica e la Corte di Cassazione hanno realizzato una lottizzazione abusiva; i tecnici comunali e i progettisti rinviati a giudizio perché secondo la Procura della Repubblica e secondo la Cassazione avrebbero mascherato un progetto unitario spacciandolo per tre distinti interventi edilizi; oppure la città e la comunità locale che secondo la Procura della Repubblica e la Cassazione avrebbero subito gravi danni dalla consumazione di una serie di reati da parte di imprenditori e tecnici?
Si, è davvero una situazione complicata che tre giudici da soli non possono affrontare. Ci voleva un ingegnere.