Non soltanto una casa utilizzata come deposito e base operativa. Il cuore dell’operazione antidroga condotta dai Carabinieri a Latina era nascosto all’esterno dell’abitazione di via Antonio Pennacchi, tra la vegetazione.
È lì che i militari hanno scoperto una vera e propria raffineria di cocaina, attrezzata per recuperare lo stupefacente che, secondo gli investigatori, sarebbe arrivato occultato all’interno del pellet.
La notizia dell’arresto di cinque persone e del sequestro di oltre 28 chili di droga era già emersa. Il particolare più rilevante riguarda però il sistema utilizzato per nascondere e successivamente recuperare la sostanza.
Ventisette sacchi di pellet sotto sequestro
Nel laboratorio sono stati trovati 27 sacchi di pellet da 15 chili ciascuno, per un peso complessivo superiore ai 400 chili.
Secondo l’ipotesi investigativa, il materiale sarebbe stato intriso di cocaina e successivamente lavorato per separare la droga dal legno compresso.
Accanto ai sacchi, i Carabinieri hanno rinvenuto diversi recipienti contenenti solventi, setacci e residui delle lavorazioni già effettuate.
Sarà il personale specializzato del Ris di Roma a stabilire con precisione quale procedimento venisse utilizzato e quanta sostanza fosse ancora presente nel pellet sequestrato.
Solventi e setacci per recuperare lo stupefacente
La raffineria era organizzata in più fasi.
I solventi sarebbero stati utilizzati per l’estrazione chimica della cocaina, mentre i setacci permettevano di separare il materiale durante la lavorazione.
All’interno del laboratorio sono stati trovati anche due secchi contenenti rispettivamente 4,8 e 4 chili di cocaina ancora in fase di raffinazione, oltre a un consistente quantitativo di sostanze da taglio.
L’intera area è stata isolata per consentire i rilievi e mettere in sicurezza i prodotti chimici presenti.


Dal laboratorio ai panetti pronti per il mercato
Una volta estratta dal pellet, la cocaina sarebbe stata tagliata, pesata e confezionata direttamente sul posto.
La struttura disponeva di bilance, presse, macchine per il sottovuoto, setacci e forni a microonde. Attrezzature che, secondo i Carabinieri, servivano a completare le diverse fasi della produzione e a creare i singoli pacchi di stupefacente.
Nell’abitazione erano già pronti 18 involucri con circa 18,2 chili di cocaina.
Sono stati sequestrati anche fogli manoscritti ritenuti riconducibili alla contabilità dell’attività, sei smartphone e un computer portatile.
Denaro e beni di lusso nella casa
Durante le perquisizioni sono stati trovati 8.810 euro in contanti, una macchina contasoldi, due orologi di lusso, gioielli e altri preziosi.
I militari hanno inoltre sequestrato una pistola ad aria compressa, uno sfollagente telescopico e un taser.
L’operazione è stata eseguita dal Nucleo Investigativo di Frascati con il supporto dei Carabinieri di Anzio, del Comando provinciale di Latina, del Reggimento Tuscania e delle unità cinofile di Santa Maria Galeria.
Cinque persone in carcere
Sono stati arrestati due cittadini italiani, un cittadino olandese, un colombiano e un albanese. Sono gravemente indiziati, a vario titolo, di detenzione e produzione di sostanze stupefacenti.
Tutti sono stati trasferiti nel carcere di Latina e messi a disposizione della Procura.
Gli accertamenti del Ris dovranno ora chiarire l’esatto funzionamento della raffineria e quantificare la cocaina ancora recuperabile dai sacchi di pellet.
Le persone arrestate devono essere considerate innocenti fino a un’eventuale sentenza definitiva.