L’autoparco comunale di viale Europa si avvia verso la cessione e, con essa, termina anche la disponibilità dei locali utilizzati da anni dalle associazioni del Carnevale Apriliano per la costruzione dei carri allegorici. Una prospettiva che mette a rischio il futuro dei carristi, chiamati a lasciare gli spazi senza che, al momento, sia stata individuata una sede alternativa.
A sollevare la questione è la lista civica Agire – Idee e Territorio, che in una nota si rivolge alla Commissione Straordinaria chiedendo di sospendere ogni decisione fino a quando non sarà trovata una soluzione definitiva.
«Non contestiamo la vendita, se necessaria – si legge nel comunicato –. Contestiamo che si venda senza sapere dove finiranno i carristi apriliani. Una scelta patrimoniale legittima può trasformarsi, se priva di una visione, in un colpo definitivo a una delle poche tradizioni che questa città sente ancora come propria».
Per Agire, il Carnevale Apriliano rappresenta uno dei simboli dell’identità cittadina, frutto del lavoro e della passione di generazioni di volontari, associazioni e famiglie.
Sul tema interviene anche Roberto Massarenti, componente del movimento.
«Nulla quaestio sulla vendita degli immobili dell’autoparco comunale: la scelta è legittima e, in una situazione emergenziale, la si può anche comprendere. Ma lì non ci sono semplici capannoni: ci sono le botteghe dei carristi apriliani. Vendere – e speriamo non svendere – significherebbe togliere agli storici artigiani della nostra città il luogo in cui esercitano la loro arte».
Secondo Agire, il rischio non è soltanto quello di perdere alcuni spazi, ma di disperdere un patrimonio culturale che, nel corso dei decenni, ha permesso ad Aprilia di distinguersi a livello nazionale grazie alla qualità dei suoi carri allegorici.
E ci sarebbe da chiedersi ancora, ma su questo le Commissarie non potrebbero intervenire con alcuna risposta, è perché un patrimonio di questo valore fatica a essere riconosciuto? Forse perché, troppo spesso, sono gli stessi apriliani a non attribuirgli il giusto peso.
Nella nota viene inoltre ricordato il lavoro delle maestranze che, da ottobre a febbraio, dedicano gratuitamente il proprio tempo alla realizzazione dei carri.
«Da ottobre a febbraio, persone dai 20 agli 85 anni, spesso dopo l’orario di lavoro e senza alcun compenso, hanno tenuto in piedi questa tradizione. È quella che chiamiamo aprilianità e che sta venendo meno anno dopo anno».
È proprio questo il punto che il movimento considera più delicato: il valore culturale e identitario del Carnevale. Un patrimonio immateriale costruito in decenni di volontariato, competenze artigianali e partecipazione collettiva che, secondo Agire, rischia di essere sacrificato senza una reale consapevolezza del suo significato per la città.
Oltre all’aspetto culturale, la lista civica richiama anche quello economico, ricordando come il Carnevale rappresenti un appuntamento capace di richiamare migliaia di visitatori, sostenere le attività commerciali e promuovere l’immagine di Aprilia ben oltre i confini comunali.
Da qui l’appello rivolto alla Commissione Straordinaria affinché venga sospesa qualsiasi decisione che possa compromettere il futuro della manifestazione fino a quando non sarà individuata una sede alternativa adeguata e definitiva. Agire chiede inoltre l’apertura di un tavolo di confronto con l’ABCA e con tutte le associazioni carnevalesche.
«Amministrare significa valorizzare il patrimonio pubblico, ma anche preservare quello immateriale di una comunità. Il Carnevale Apriliano è uno di quei patrimoni che meritano di essere difesi, non sacrificati», conclude la nota.
A sollevare la questione è la lista civica Agire – Idee e Territorio, che in una nota si rivolge alla Commissione Straordinaria chiedendo di sospendere ogni decisione fino a quando non sarà trovata una soluzione definitiva.
«Non contestiamo la vendita, se necessaria – si legge nel comunicato –. Contestiamo che si venda senza sapere dove finiranno i carristi apriliani. Una scelta patrimoniale legittima può trasformarsi, se priva di una visione, in un colpo definitivo a una delle poche tradizioni che questa città sente ancora come propria».
Per Agire, il Carnevale Apriliano rappresenta uno dei simboli dell’identità cittadina, frutto del lavoro e della passione di generazioni di volontari, associazioni e famiglie.
Sul tema interviene anche Roberto Massarenti, componente del movimento.
«Nulla quaestio sulla vendita degli immobili dell’autoparco comunale: la scelta è legittima e, in una situazione emergenziale, la si può anche comprendere. Ma lì non ci sono semplici capannoni: ci sono le botteghe dei carristi apriliani. Vendere – e speriamo non svendere – significherebbe togliere agli storici artigiani della nostra città il luogo in cui esercitano la loro arte».
Secondo Agire, il rischio non è soltanto quello di perdere alcuni spazi, ma di disperdere un patrimonio culturale che, nel corso dei decenni, ha permesso ad Aprilia di distinguersi a livello nazionale grazie alla qualità dei suoi carri allegorici.
E ci sarebbe da chiedersi ancora, ma su questo le Commissarie non potrebbero intervenire con alcuna risposta, è perché un patrimonio di questo valore fatica a essere riconosciuto? Forse perché, troppo spesso, sono gli stessi apriliani a non attribuirgli il giusto peso.
Nella nota viene inoltre ricordato il lavoro delle maestranze che, da ottobre a febbraio, dedicano gratuitamente il proprio tempo alla realizzazione dei carri.
«Da ottobre a febbraio, persone dai 20 agli 85 anni, spesso dopo l’orario di lavoro e senza alcun compenso, hanno tenuto in piedi questa tradizione. È quella che chiamiamo aprilianità e che sta venendo meno anno dopo anno».
È proprio questo il punto che il movimento considera più delicato: il valore culturale e identitario del Carnevale. Un patrimonio immateriale costruito in decenni di volontariato, competenze artigianali e partecipazione collettiva che, secondo Agire, rischia di essere sacrificato senza una reale consapevolezza del suo significato per la città.
Oltre all’aspetto culturale, la lista civica richiama anche quello economico, ricordando come il Carnevale rappresenti un appuntamento capace di richiamare migliaia di visitatori, sostenere le attività commerciali e promuovere l’immagine di Aprilia ben oltre i confini comunali.
Da qui l’appello rivolto alla Commissione Straordinaria affinché venga sospesa qualsiasi decisione che possa compromettere il futuro della manifestazione fino a quando non sarà individuata una sede alternativa adeguata e definitiva. Agire chiede inoltre l’apertura di un tavolo di confronto con l’ABCA e con tutte le associazioni carnevalesche.
«Amministrare significa valorizzare il patrimonio pubblico, ma anche preservare quello immateriale di una comunità. Il Carnevale Apriliano è uno di quei patrimoni che meritano di essere difesi, non sacrificati», conclude la nota.
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