Un’indagine lampo dei carabinieri per una lite degenerata in tentato omicidio a colpi di mazza e fendenti, ha riportato alla luce una storia orribile che segnò profondamente la comunità latinense nel 1990. Nella serata di ieri infatti i militari del Nucleo Operativo Radiomobile della Compagnia di Latina hanno arrestato Roger Calloni, che ora ha 57 anni, ma quando ne aveva 21 venne arrestato per avere partecipato allo stupro di una ragazza di 15 anni all’interno dei giardinetti nel centro di Latina. Per quel fatto confessò e venne condannato con rito abbreviato, insieme al complice, a quattro anni e mezzo di reclusione.
Ieri i carabinieri sono intervenuti alle Vele di viale Nervi in seguito al ferimento di un uomo di 55 anni, N.A. le sue iniziali, soccorso da un’ambulanza e trasportato d’urgenza in ospedale con un trauma cranico importante, ferite al torace e all’addome e tagli alle mani. Lui sosteneva di essere caduto dalle scale, ma i soccorritori non gli hanno creduto e hanno allertato i militari. Gli investigatori dell’Arma hanno poi scoperto che era uscito di corsa da un appartamento dall’undicesimo piano del lotto 47 delle case popolari, dove vive appunto Roger Calloni, che da qualche tempo ospitava il 55enne.
Calloni ha risposto in maniera vaga alle domande dei carabinieri, ma nell’alloggio sono state trovate molte macchie di sangue. Secondo la ricostruzione dei detective, avrebbe aggredito il suo ospite con una mazza di metallo, ma anche con un coltello, come rivelano i tagli che la vittima ha rimediato alle mani, probabilmente nel tentativo di ripararsi dai fendenti. Gli addetti ai rilievi scientifici del Nucleo Investigativo hanno poi effettuato un accurato sopralluogo nell’appartamento per ricostruire la dinamica dei fatti e raccogliere le tracce di sangue che saranno analizzate. Anche e soprattutto perché i soggetti coinvolti nel fatto di sangue non hanno fornito chiarimenti: secondo una prima ipotesi, la lite sarebbe scoppiata per una somma di denaro sparita dall’abitazione, ma sono state trovate anche tracce del consumo di stupefacenti.
Il 55enne non ha riportato gravi conseguenze, tant’è vero che è stato ricoverato in osservazione breve intensiva in pronto soccorso, ma le lesioni nei punti vitali rivelano, secondo la ricostruzione degli investigatori condivisa dalla Procura, che l’aggressore voleva ucciderlo e non ci sarebbe riuscito solo perché la vittima è riuscita a sottrarsi in tempo alla sua violenza. Con questa accusa Roger Calloni è stato trascinato dietro le sbarre.