Terracina, il maltempo devasta il lungomare: stabilimenti in ginocchio e costa sempre più fragile

Maltempo nella notte sul litorale. Nessun ferito, ma strutture danneggiate e operatori al lavoro fin dalle prime ore del mattino

Una notte di paura sul lungomare di Terracina, dove il violento maltempo ha lasciato dietro di sé una scia di danni e devastazione. A essere colpita è stata soprattutto un’area circoscritta del litorale, interessata, secondo le prime ipotesi, dal passaggio di una possibile tromba marina.

A pagare il prezzo più alto sono stati gli stabilimenti balneari Onda Marina e Fortuna Madre, dove la furia del vento ha provocato danni ingenti alle strutture. Divelto un muretto del marciapiede, strappate insegne e coperture, con diverse parti degli stabilimenti danneggiate dalla violenza degli eventi atmosferici.

Fortunatamente non si registrano feriti. Il bilancio, però, avrebbe potuto essere ben più grave, considerando la forza con cui il maltempo si è abbattuto sul tratto di costa.

I danni non hanno riguardato esclusivamente Onda Marina e Fortuna Madre. Anche altri stabilimenti del lungomare hanno subito conseguenze a causa del forte vento e del maltempo, seppur in maniera decisamente meno ingente rispetto alle due strutture maggiormente colpite.

E mentre la città si risveglia facendo la conta dei danni, ancora una volta sono i gestori degli stabilimenti a rimboccarsi le maniche. Fin dalle prime ore del mattino, gli operatori sono tornati al lavoro per rimuovere i detriti, ripristinare le strutture danneggiate e cercare di riportare il litorale alla normalità nel minor tempo possibile.

Ma quello che resta dopo una notte come questa non è soltanto la conta dei danni. È una domanda che torna puntualmente ogni volta che il mare e il maltempo mettono a dura prova il litorale di Terracina: fino a quando si potrà andare avanti così?

La fragilità della costa non è una novità. Da anni i lavoratori degli stabilimenti balneari segnalano le criticità del lungomare e chiedono interventi capaci di affrontare il problema alla radice. Ogni mareggiata, ogni ondata di maltempo e ogni evento atmosferico particolarmente intenso rischiano di trasformarsi in nuovi danni alle strutture, con conseguenze economiche pesanti per chi sul litorale lavora e investe.

Questa volta è stato il maltempo a mettere in ginocchio una parte della costa. Ma il problema resta e torna a presentarsi con una frequenza che non può più essere ignorata.

La domanda, dunque, è inevitabile: perché non mettere in atto un piano strutturale per la tutela della costa? Quanti altri danni dovrà ancora subire il lungomare di Terracina prima che si intervenga concretamente per salvaguardarlo?

Perché ogni volta che il mare presenta il conto, a pagarlo sono ancora una volta gli operatori degli stabilimenti. E questa notte ne è stata l’ennesima dimostrazione.

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