Terracina entra nel mirino della campagna “Che caldo che fa” di Legambiente, dedicata al contrasto delle ondate di calore e della cosiddetta povertà energetica e di raffrescamento.
Il circolo locale Legambiente Terracina “Pisco Montano” annuncia l’avvio dell’iniziativa dopo il monitoraggio di Goletta Verde sull’aumento delle temperature del Mar Tirreno e dopo il rapporto di Legambiente Lazio sulle città più calde della regione.
Secondo il circolo, la quarta ondata di calore dell’estate rende ancora più urgente una strategia locale per rendere la città più fresca, più accessibile e più sicura, soprattutto per anziani, bambini, persone fragili e cittadini in condizioni di povertà materiale ed energetica.
Il Tirreno si scalda
Legambiente richiama i dati elaborati a partire dalle immagini satellitari del Marine Service information di Copernicus.
Nel Mar Tirreno, secondo quanto riportato dall’associazione, la temperatura media sarebbe passata da 19,2 gradi a maggio a 24,3 gradi a giugno.
Un aumento che viene letto come segnale della progressiva “tropicalizzazione” del bacino, con la presenza crescente di specie come barracuda, pesce scorpione e granchio blu, e con possibili effetti sugli ecosistemi locali, comprese le praterie di Posidonia e i laghi costieri.
Terracina tra le città più calde del Lazio
Il comunicato richiama anche il report “Città più calde del Lazio”, redatto da Legambiente in collaborazione con TGR Lazio.
Nel rapporto, Guidonia Montecelio risulta in testa per media termica degli ultimi dieci anni, con 25,73 gradi.
Subito dopo compaiono Terracina e Latina, entrambe con una media di 25,66 gradi.
Per Legambiente, questo dato conferma la necessità di intervenire sul piano urbano e sociale, perché il caldo estremo non colpisce tutti allo stesso modo.
La richiesta: mappare i rifugi climatici
Tra le proposte rivolte al Comune di Terracina, il circolo chiede di mappare, realizzare e promuovere una campagna informativa sui rifugi climatici, da integrare nei Piani di adattamento climatico comunali.
L’idea è individuare e attrezzare luoghi accessibili nei quartieri: aree verdi, parchi, cortili, giardini scolastici, spazi pubblici ombreggiati, biblioteche, centri culturali e musei dotati di aria condizionata e acqua potabile gratuita.
Legambiente cita anche l’esempio del Comune di Cisterna di Latina, che viene indicato come possibile modello per servizi di supporto alle persone più fragili durante le giornate di caldo intenso.
Più verde e meno asfalto
La campagna chiede anche interventi strutturali per raffrescare la città.
Tra le proposte ci sono progetti di riqualificazione del verde, aumento della copertura arborea, creazione di grandi parchi come “polmoni freddi”, filari di alberi a chioma larga lungo i marciapiedi, tetti bianchi, tetti verdi e schermature solari.
Il circolo insiste inoltre sul potenziamento delle infrastrutture blu, come fontane, laghetti e corsi d’acqua, e sulla de-pavimentazione, con la rimozione dell’asfalto in eccesso per creare superfici drenanti e permeabili e ridurre l’effetto “isola di calore”.
Scacchi: “Città sempre più invivibili”
“Le nostre città sono sempre più invivibili di giorno e anche di notte, con temperature infernali, in estati progressivamente più lunghe”, ha commentato Roberto Scacchi, presidente di Legambiente Lazio.
Scacchi sottolinea come l’analisi delle temperature degli ultimi decenni mostri un aumento dei giorni molto caldi e l’esistenza di aree urbane ormai particolarmente esposte.

Legambiente Terracina: “Serve riprogettare la città”
Per Anna Giannetti, presidente di Legambiente Terracina, e Roberta Ambra Alla, referente della campagna “Che caldo che fa” per Terracina, la risposta deve passare da una nuova progettazione urbana.
“Dobbiamo fare presto prima che la crisi climatica lo faccia violentemente per noi: riprogettare la città con rifugi climatici e ombreggiature urbane”, dichiarano.
Il circolo ricorda anche l’impegno avviato dal 2018, dopo il grave evento climatico del 29 ottobre, nelle attività di sensibilizzazione rivolte a cittadini e scuole.
La mozione del 2019
Legambiente richiama infine la mozione per la dichiarazione dello stato di emergenza climatica e ambientale, approvata all’unanimità dal Consiglio comunale di Terracina l’11 dicembre 2019.
Secondo il circolo, però, a quella dichiarazione non sarebbero seguiti impegni concreti.
Da qui la richiesta di passare da una logica emergenziale a una programmazione stabile, capace di proteggere la popolazione e rendere Terracina più preparata agli effetti della crisi climatica.