Una struttura destinata ad accogliere persone anziane è stata chiusa dopo un’ispezione dei Carabinieri del Nas di Latina, che ha fatto emergere una lunga serie di criticità legate sia all’assistenza agli ospiti sia alle condizioni igienico-sanitarie dell’immobile. Al termine degli accertamenti, il Comune competente ha disposto l’immediata sospensione dell’attività, mentre i quattordici residenti sono stati trasferiti in sicurezza presso le rispettive famiglie o in altre strutture del territorio.
Nel corso del sopralluogo i militari hanno riscontrato diverse irregolarità considerate incompatibili con gli standard minimi richiesti per una comunità alloggio. Tra gli aspetti più rilevanti figurano l’assenza dei campanelli di emergenza nelle camere, indispensabili per consentire agli ospiti di chiedere aiuto in caso di necessità, e la mancanza del defibrillatore semiautomatico previsto dalla normativa.
A destare ulteriori preoccupazioni è stato anche il numero insufficiente di operatori socio-sanitari, ritenuto non adeguato rispetto agli anziani presenti nella struttura. Le verifiche hanno inoltre evidenziato problemi di natura igienica e strutturale. In diversi ambienti erano presenti tracce di muffa e sono emerse anomalie anche sull’approvvigionamento idrico. Gli accertamenti hanno infatti rivelato che il contatore non risultava associato ad alcun contratto con il gestore del servizio idrico. L’acqua utilizzata proveniva da un consorzio, ma il gestore della struttura non era in grado di esibire la documentazione che ne certificasse la potabilità.
Una situazione che non consentiva di considerarla idonea per usi domestici, dalla preparazione dei pasti all’igiene personale. Alla luce delle irregolarità accertate, il titolare della comunità è stato sanzionato con una multa amministrativa di 8.333 euro. Nel frattempo i servizi sociali stanno seguendo il percorso dei quattordici anziani ricollocati, verificando che il trasferimento nelle nuove sistemazioni avvenga nel rispetto delle loro esigenze assistenziali.