A Gaeta “pescata” l’ala di un aereo americano, il giallo e le ipotesi

Il recupero riapre uno dei misteri custoditi nei nostri mari. Da stabilire se il reperto appartenga al Phantom precipitato nel '74

Probabilmente è rimasta nascosta sotto trecento metri d’acqua per circa cinquant’anni. Poi, all’improvviso, è riaffiorata dal fondo del mare, impigliata nelle reti di un peschereccio. Un’enorme ala metallica, corrosa dal tempo ma ancora sorprendentemente riconoscibile, è tornata alla luce nel Golfo di Gaeta nella giornata di lunedì 30 giugno, riaccendendo una domanda che affascina storici e appassionati di aviazione: potrebbe appartenere al caccia americano precipitato nel Tirreno nel 1974?

Il ritrovamento è avvenuto durante una normale battuta del motopesca “Nonno Raffa”, impegnato a circa quindici miglia dalla costa. Quella che doveva essere una giornata come tante si è trasformata in un recupero eccezionale.

«Quando l’ho visto emergere dall’acqua ho capito subito che non si trattava di un oggetto qualsiasi», raccontano dall’equipaggio del peschereccio. «Le dimensioni, la struttura rivettata e la forma fanno pensare all’ala di un aereo dell’aviazione americana, ma saranno le autorità competenti a stabilire con certezza di cosa si tratti».

Il reperto è stato trasferito alla banchina Caboto di Gaeta e preso in carico sotto il coordinamento della Guardia Costiera. Secondo una prima valutazione, e osservando gli stemmi, dovrebbe appartenere a un velivolo militare statunitense, ma sull’identificazione definitiva sarà necessario attendere gli accertamenti degli specialisti. Ed è proprio qui che il ritrovamento assume i contorni del giallo storico.

Inizialmente in molti avevano ipotizzato fosse l’ennesimo recupero del materiale della Seconda Guerra Mondiale che, ha visto proprio il Golfo di Gaeta teatro di battaglie e bombardamenti. Ma la possibile identificazione non torna. Sembrerebbe infatti trattarsi di un Phantom F-4, fiore all’occhiello della superiorità aerea statunitense ma di fabbricazione di almeno anni 50 e dunque, successivo alla fine del conflitto bellico.

In molti, allora, sono andati a recuperare fatti di cronaca e la memoria si è fermata al 23 ottobre 1974, quando un caccia McDonnell Douglas F-4 Phantom II della U.S. Navy precipitò in mare dinanzi al Golfo di Gaeta dopo essere decollato dalla portaerei USS America insieme a un secondo velivolo. I due piloti, rimasti senza carburante e in difficoltà per le condizioni meteo riuscirono a salvarsi lanciandosi con il seggiolino eiettabile, mentre l’aereo scomparve nelle profondità del Tirreno.

Non sarebbe la prima volta che il mare restituisce un frammento di quella vicenda. Nel gennaio del 2000 un altro motopeschereccio recuperò un elemento successivamente attribuito proprio a quel Phantom. Ora il nuovo ritrovamento potrebbe rappresentare un ulteriore tassello della stessa storia, anche se al momento non esistono prove che consentano di collegare con certezza i due episodi.

«Il Golfo di Gaeta custodisce ancora tanti segreti», osservano ancora dal “Nonno Raffa”. «Per noi resta anche l’amarezza per i danni subiti alle reti e per una giornata di lavoro finita senza guadagno, ma recuperare un reperto del genere è qualcosa che non capita tutti i giorni».

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