Porto di Gaeta, sindacati in allarme: “Doganieri esposti alle polveri di carbon coke”

FP Cgil e Uil Fp denunciano rischi per la salute dei lavoratori e chiedono l’intervento dell’Asl: “Servono controlli e dispositivi adeguati”

Lavoratori delle Dogane esposti per ore alle polveri generate dalla movimentazione del carbon coke nel porto commerciale di Gaeta. È la denuncia lanciata da FP Cgil e Uil Fp Dogane e Monopoli Lazio, che chiedono verifiche immediate sulle condizioni di lavoro del personale impiegato nello scalo portuale.

Secondo i coordinatori regionali Mauro Massimi e Virgilio Tisba, i funzionari dell’Agenzia delle Dogane impegnati nei controlli operativi sarebbero quotidianamente esposti a polveri sottili e particolato derivante dalle operazioni di scarico, stoccaggio e movimentazione delle merci alla rinfusa, senza adeguate misure di protezione.

“Turni interi tra le polveri”

Il sindacato evidenzia come gli operatori siano chiamati a svolgere verifiche, ispezioni e controlli direttamente sulle banchine e nei piazzali del porto, spesso per l’intera durata del turno lavorativo.

Tra le criticità segnalate figurano la presunta assenza di monitoraggi ambientali specifici, dubbi sull’adeguatezza della valutazione del rischio legato alle polveri di carbon coke e la mancanza di dispositivi di protezione ritenuti idonei per questo tipo di esposizione.

Le richieste all’Asl e all’Agenzia delle Dogane

FP Cgil e Uil Fp chiedono l’intervento del Servizio Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro (Spsal) dell’Asl di Latina per effettuare sopralluoghi e verifiche nelle aree operative del porto.

Tra le richieste avanzate figurano inoltre il monitoraggio della qualità dell’aria, l’aggiornamento del Documento di valutazione dei rischi, la distribuzione di dispositivi di protezione adeguati, l’attivazione di una sorveglianza sanitaria specifica per il personale esposto e il rafforzamento dell’organico per consentire una maggiore rotazione degli addetti.

“La salute non può essere il prezzo dello sviluppo”

Per i rappresentanti sindacali il tema riguarda non soltanto la tutela dei lavoratori, ma anche il rapporto tra sviluppo economico e sicurezza.

Massimi e Tisba sottolineano che il porto di Gaeta rappresenta un’infrastruttura strategica per l’economia del territorio, ma ribadiscono che la crescita delle attività commerciali non può avvenire a discapito della salute di chi opera quotidianamente nello scalo.

I sindacati annunciano infine che, in assenza di risposte concrete, valuteranno ulteriori iniziative, compresa la presentazione di esposti agli enti competenti e la convocazione di assemblee del personale.

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