Elezioni provinciali, Patto Tricolore: “Senza voto dei cittadini la democrazia resta incompleta”

Il movimento attacca il sistema dalla Legge Delrio e accusa la politica di aver dimenticato la promessa del ritorno all'elezione diretta

Le elezioni provinciali si sono concluse con la distribuzione dei seggi e le consuete analisi sui vincitori e sugli sconfitti. Ma c’è chi sceglie di spostare il dibattito su un altro terreno: quello della rappresentanza democratica. È il caso di Patto Tricolore – Polo Civico per la Libertà, che interviene all’indomani del voto con una dura presa di posizione contro il sistema delle Province quali enti di secondo livello.

Nel mirino del movimento c’è ancora una volta la riforma Delrio, che dal 2014 ha sottratto ai cittadini la possibilità di eleggere direttamente presidente e consiglieri provinciali, affidando la scelta esclusivamente a sindaci e consiglieri comunali.

«Ai cittadini viene negato il diritto di voto, ma non le conseguenze delle decisioni assunte da chi governa questi enti», afferma il movimento, che definisce le recenti provinciali «l’ennesima partita giocata nei palazzi della politica, lontano dalla partecipazione popolare».

Secondo Patto Tricolore, il tema assume un valore ancora più rilevante alla luce delle promesse avanzate negli ultimi anni sul ritorno all’elezione diretta delle Province. «Gli italiani hanno ascoltato annunci e impegni solenni sulla cancellazione della Legge Delrio e sul ripristino del voto popolare. Eppure nulla è cambiato: le Province continuano a essere governate attraverso un sistema che esclude i cittadini dalle scelte».

Da qui la richiesta di una riforma che restituisca piena legittimazione democratica agli enti provinciali. «La partecipazione non è un ostacolo da aggirare ma il fondamento stesso della democrazia. Per questo chiediamo al Parlamento di mettere fine a un modello che ha fallito sotto il profilo della rappresentanza e del rapporto tra istituzioni e territori».

Una riflessione che riporta al centro del dibattito politico un tema trasversale agli schieramenti: il futuro delle Province e il ritorno o meno al voto diretto. «Non ci uniamo al coro dei vincitori e degli sconfitti», conclude il movimento. «Quando i cittadini non possono scegliere i propri rappresentanti, a vincere non è la democrazia ma il Palazzo».

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