Fondi – La pista ciclabile sulla Flacca è “aperta”: ma senza sicurezza aumenta il pericolo

La rete che impediva l'attraversamento in attesa dell'entrata in funzione dei semafori è stata rimossa e in molti la utilizzano abusivamente

Si è appena concluso il primo weekend di giugno e il litorale del sud del Lazio fa già i conti con l’arrivo di turisti e proprietari di seconde case e, con loro, anche con i problemi legati alla viabilità.

Mentre cresce l’attesa, e in parte anche la preoccupazione, per l’apertura della pista ciclabile che dal Salto di Fondi conduce al mare, in località Rio Claro, attraversando la Flacca, i giorni appena trascorsi, complice anche il ponte del 2 giugno, non hanno rappresentato il massimo delle garanzie per ciclisti e automobilisti.

Va innanzitutto sottolineato come l’attraversamento ciclabile sulla trafficata arteria stradale sia stato oggetto di numerose polemiche, anche durante la recente campagna elettorale. In realtà, l’ipotesi di un’apertura estiva viene annunciata ormai da diversi anni, salvo poi essere puntualmente rinviata.

Premesso che fino a “ieri” la situazione non fosse molto migliore, considerando che dal Salto di Fondi, per raggiungere il mare in bicicletta, era necessario immettersi nella rotatoria per attraversare la Flacca e poi svoltare in via Rio Claro I, la nuova infrastruttura dovrebbe almeno in parte migliorare la situazione una volta completata e inaugurata. Secondo molti, tuttavia, i rischi per i ciclisti rimangono. E questo nonostante la riduzione del limite di velocità, la realizzazione dell’attraversamento con fondo colorato e la presenza dei semafori che danno la precedenza ai velocipedi, che però non sono ancora entrati in funzione.

Il problema, però, si è presentato proprio in questi giorni. Come dimostrano le foto, la grata che impediva l’accesso all’attraversamento e garantiva la non fruibilità dell’ultimo tratto della pista ciclabile fino all’attivazione dei semafori è stata rimossa o, per meglio dire, spostata. Difficile stabilire se ciò sia stato causato dal vento e dal maltempo delle scorse settimane o dalla superficialità di qualcuno. Resta il fatto che chiunque abbia voluto ha potuto utilizzare la pista a proprio rischio e pericolo.

È abbastanza evidente che il taglio del nastro non sia ancora avvenuto e che l’opera pubblica non sia stata formalmente consegnata alla cittadinanza. Anche perché l’area necessita ancora di ulteriori interventi di messa in sicurezza e, secondo molti osservatori, allo stato attuale non garantirebbe ancora condizioni ottimali. Basti pensare alle ore notturne, quando la zona non risulta adeguatamente illuminata, oppure all’ipotesi paventata dell’eventuale installazione di dossi o altri sistemi di rallentamento in prossimità dell’attraversamento.

È altrettanto evidente che sarebbe stato preferibile individuare una soluzione diversa rispetto a un attraversamento con interruzione del traffico nel pieno della Flacca, peraltro tra due rotatorie poste a breve distanza l’una dall’altra. Tuttavia, una volta adottata questa scelta progettuale, appare necessario garantire la massima sicurezza sia a chi utilizza la pista ciclabile sia agli automobilisti, motociclisti e conducenti di mezzi pesanti che percorrono quotidianamente la strada.

Oggi, con la nuova segnaletica ancora inattiva e il semaforo spento, l’utilizzo – non autorizzato – della pista ciclabile rappresenta un problema concreto lungo un tratto stradale che in passato è già stato teatro di numerosi incidenti, alcuni dei quali anche molto gravi. Per questo motivo, in molti chiedono alle autorità competenti di intervenire al più presto.

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Simone Nardone
Simone Nardone
Classe 1987 è giornalista pubblicista. Ha collaborato con vari giornali cartacei, testate on line, radio e TV locali. Vanta anche una costante formazione in ambito del digital marketing e più in generale della comunicazione. È laureato in Scienze Politiche presso l'ateneo di Roma Tre. Ha pubblicato alcuni libri tra cui anche saggi e romanzi.

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