Sanità territoriale, al Policlinico Umberto I di Roma apre il primo Ospedale di Comunità

20 posti letto e percorsi dedicati ai pazienti fragili: la nuova struttura punta a ridurre i ricoveri impropri

Un nuovo tassello nella riorganizzazione della sanità laziale prende forma al Policlinico Umberto I. Nei giorni scorsi è stato inaugurato il nuovo Ospedale di Comunità, struttura destinata a fare da ponte tra il ricovero ospedaliero e il ritorno a casa dei pazienti, con l’obiettivo di garantire continuità assistenziale e alleggerire la pressione sui reparti per acuti.

La nuova realtà sanitaria, ospitata all’interno dell’Edificio George Eastman, dispone di 20 posti letto e sarà dedicata principalmente a persone anziane, fragili o affette da patologie croniche che, pur non necessitando più di cure ospedaliere intensive, hanno bisogno di assistenza infermieristica continuativa, monitoraggio clinico e percorsi di recupero prima del rientro al domicilio.

Al taglio del nastro hanno partecipato il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca e il direttore generale del Policlinico Umberto I Fabrizio d’Alba. Proprio quest’ultimo ha sottolineato come la nuova struttura rappresenti uno strumento fondamentale per favorire dimissioni protette, ridurre i ricoveri inappropriati e rendere più fluido il percorso di cura dei pazienti tra ospedale e territorio.

L’Ospedale di Comunità lavorerà in stretta sinergia con i medici di medicina generale, le cure domiciliari, i distretti sanitari e la Centrale Operativa Territoriale, secondo il modello previsto dal PNRR e dalla riforma dell’assistenza territoriale. Un approccio multidisciplinare che coinvolgerà medici, infermieri, operatori socio-sanitari, fisioterapisti e assistenti sociali, con l’obiettivo di costruire percorsi personalizzati e ridurre il rischio di nuove ospedalizzazioni.

L’apertura della struttura rappresenta uno degli interventi più significativi del piano di potenziamento della sanità di prossimità promosso dalla Regione Lazio, chiamata nei prossimi anni a ridisegnare il rapporto tra ospedali e servizi territoriali per rispondere all’invecchiamento della popolazione e all’aumento delle patologie croniche.

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