La Corte dei Conti ha condannato una 60enne medico della provincia pontina a risarcire il danno provocato all’Asl, dopo essere stata sorpresa dai carabinieri del Nas ad assentarsi negli orari in cui attestava di trovarsi al lavoro timbrando il cartellino.
Parallelamente all’inchiesta penale, si è incardinato il procedimento della giustizia contabile che ha riconosciuto il danno erariale causato dalla condotta della donna: i giudici della Sezione Giurisdizionale per la Regione Lazio si sono pronunciati sul giudizio di responsabilità promosso dalla Procura Regionale, riconoscendo in 11.504,24 euro la somma percepita indebitamente dalla donna, della quale dovrà restituire 8.456,60 euro perché aveva già effettuato un bonifico in favore dell’Azienda sanitaria locale di 3.047,64 euro proprio a titolo di rimborso.
L’indagine dei carabinieri del Nas, documentata con le immagini di video sorveglianza della struttura sanitaria dove la professionista era impiegata, aveva ricostruito il comportamento fraudolento in un determinato periodo del 2023 tra aprile e luglio.
Nell’ambito di un’inchiesta della Procura di Latina, il medico era stato citato in giudizio e il giudice aveva persino negato alla donna la possibilità di essere giudicata con rito abbreviato, perché gli approfondimenti investigativi avevano evidenziato il dolo nel perseguimento del maggiore guadagno. Dopo essere stata scoperta la donna aveva effettuato il bonifico in favore dell’Asl, come comunicato in sede di giudizio davanti alla Corte dei Conti, inoltre le era stata trattenuta una somma pari a 4.102,15 che tuttavia non le è stata scalata dal conto del danno accertato perché era relativa a un periodo di lavoro diverso da quello monitorato dagli investigatori.