Huaweigate, immunità decisiva: l’eurodeputato pontino De Meo evita il procedimento

Il voto europeo blocca la richiesta delle autorità giudiziarie. Salvati anche un socialista e un liberale. Respinta per Martusciello (FI)

Un voto sul filo di lana, una manciata di preferenze che hanno fatto la differenza e una vicenda destinata a lasciare strascichi nel dibattito politico internazionale e nazionale, ma con echi fino in provincia di Latina e su Fondi. L’immunità parlamentare europea si è trasformata ancora una volta in uno spartiacque tra giustizia e politica, finendo per congelare un procedimento che coinvolgeva anche uno degli eurodeputati più noti non solo del panorama nazionale ma anche di quello provinciale.

La decisione è maturata all’interno delle istituzioni europee, dove la richiesta di revoca delle tutele parlamentari non ha ottenuto il via libera necessario. Un esito arrivato al termine di settimane di confronto e che ha permesso all’europarlamentare di mantenere le prerogative connesse al proprio mandato.

La vicenda ha inevitabilmente assunto una forte dimensione politica anche nel territorio pontino, da cui proviene l’esponente europeo.

Al centro del confronto resta proprio il significato dell’immunità parlamentare europea, uno strumento previsto dai trattati comunitari per garantire l’indipendenza dei rappresentanti eletti e proteggerli da eventuali interferenze nell’esercizio del mandato. Una protezione che può essere revocata soltanto attraverso una specifica procedura parlamentare e che, nel caso in questione, non ha trovato i numeri necessari per essere superata.

La partita, tuttavia, non ha spento le polemiche. Anzi. Il caso continua a dividere il mondo politico europeo e italiano, mentre nel territorio pontino il nome dell’eurodeputato resta inevitabilmente legato a una vicenda che ha travalicato i confini locali per approdare nelle aule di Strasburgo.

Anche perché se De Meo è stato “salvato” la cosa non è andata allo stesso modo per il collega di partito di Forza Italia Fulvio Martusciello.

Al di là della questione puramente politica rimane quella dell’inchiesta ribattezzata “Huaweigate”. 

A dire il no alla revoca come chiesto dalla procura del Belgio, a scamparla invece oltre a De Meo anche il socialista di nazionalità maltese Daniel Attard e il liberale bulgaro Nikola Minchev.

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Simone Nardone
Simone Nardone
Classe 1987 è giornalista pubblicista. Ha collaborato con vari giornali cartacei, testate on line, radio e TV locali. Vanta anche una costante formazione in ambito del digital marketing e più in generale della comunicazione. È laureato in Scienze Politiche presso l'ateneo di Roma Tre. Ha pubblicato alcuni libri tra cui anche saggi e romanzi.

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